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Il parto in diretta: quanto è giusto rendere pubblica la nascita di un bambino?

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di Giusy Ragni il
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Oggi viviamo l’epoca dei reality, gli interminabili show televisivi che attraverso dirette che durano ore e ore ci mostrano le vicende più incredibili di gruppi di persone indaffarate nelle più disparate e improbabili avventure; ma si sa la macchina dello spettacolo macina inesorabilmente ogni idea, che una volta nata presto esaurisce il suo impatto mediatico, e allora è necessario trovare altri spunti, nella ricerca continua di situazioni che possono tenere incollati gli spettatori allo schermo, la televisione è cosi sbarcata anche nel mondo della maternità e ha indirizzato i suoi famelici tentacoli sul parto.

Sono moltissime ormai le emittenti sia italiane che estere che trasmettono in diretta tutto quello che succede nei reparti di maternità; dall’arrivo in ospedale delle future mamme con i parenti, a tutto il periodo del travaglio e al parto stesso dall’inizio alla fine con pochissimi filtri, e tutto o quasi tutto mostrato in modo esplicito.

Ma quanto è giusto trasmettere in diretta tutte le fasi di un parto?   La nascita di una nuova vita, è certamente un evento meraviglioso, ma per chi esattamente e giustamente è adatto un simile spettacolo? E di quale ramo televisivo  fa parte? Informazione? Medicina? Svago? Le fasce di pubblico a cui può interessare o piacere vedere una donna che soffre per le doglie, che vive il momento più bello e intimo della sua vita con tutti i pro e contro del caso. quali sono?

Per le adolescenti può essere forse istruttivo dal lato medico-scientifico, ma potrebbe essere inadatta la visione di un parto in giovane età, in quanto femmina, futura donna e madre; insomma una ragazzina può anche restare sconcertata, impaurita dalle varie fasi di un parto in diretta, non tutte le persone sono uguali e reagiscono allo stesso modo, quindi si può dedurre che un’adolescente di quindici anni non dovrebbe assistere a un parto, attraverso la televisione oltretutto.  Per i bambini in genere al di sotto dei quattordici anni è senza dubbio sconsigliabile.

Resta da considerare la fascia di pubblico che va dai sedici anni in sù; queste persone possono sentire la necessità di seguire programmi come: “Il parto in diretta” o  “24ore in sala parto” per citarne alcuni tra i più noti, che fanno parte della programmazione U.K. Rivalutando poi il problema dall’altra angolazione, cioè dal versante della partoriente, che pur avendo accettato di sua volontà, deve poi fare i conti con la telecamera che riprenderà di lei ogni minimo dettaglio, senza nessun riguardo,  per tenere fede alla promessa di immagini “vere” e  live. Assolutamente invasivo e inutile.

La domanda resta sospesa nell’aria:  quanto è giusto rendere pubblica la nascita di un bambino? Non parliamo di evoluzione dell’informazione, nè di contenuti scientifici, queste motivazioni non reggono molto; c’è da chiedersi piuttosto perchè accettiamo tutti, nostro malgrado, queste violenze televisive, sia attive che passive?

 

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