Famiglia e Tempo libero

Il nuoto

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di Laura Pandolfi il
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Per i bambini stare in acqua significa soprattutto divertirsi, giocare, scoprire e sperimentare, per i genitori significa arricchire di nuovi stimoli il rapporto con il proprio figlio e favorire il suo sviluppo psicofisico.

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Molti sconsigliano i corsi di nuoto per lattanti. Questo perché il primo anno di vita è caratterizzato dalla fatica che il piccolo fa per dominare le forze della gravità terrestre. Questa lotta raggiunge un suo primo traguardo quando il bambino acquisisce la posizione eretta e impara a camminare. Per questo un’attività di nuoto frequente, costituirebbe un’esperienza del tutto diversa che in qualche modo egli dovrebbe integrare in sé. Non va dimenticato inoltre che la pelle del lattante è più delicata di quella dei bambini più grandi e tenderebbe a perdere lo strato di grassi che la proteggono e non assorbirebbe alcuna buona e salutare sostanza dall’acqua della piscina.

Parlando invece dei bimbi più grandi il nuoto si rivela un’ottimo sport per i bambini che tendono all’obesità e non solo. Infatti, il nuoto promuove l’ossigenazione e di conseguenza il lavoro dei muscoli, dei vari organi interni e del cervello, determinando così un effetto positivo che coinvolge tutto il corpo. L’equilibrio che si crea nell’organismo aiuta anche le funzioni del sistema immunitario, favorendo una significativa riduzione delle malattie o di eventuali episodi infettivi. Inoltre il rilassamento che segue il nuoto aiuta anche il sonno e induce un riposo profondo.

In acqua i bambini hanno il desiderio di nuotare proprio come a terra sentono l’esigenza di camminare. Il nuoto è un istinto intrinseco a tutti noi. Ovviamente, perché tale istinto possa emergere, è necessaria una stimolazione. Alcune ricerche affermano che osservando gli adulti che nuotano, si crea nei piccoli un sorta di imprinting che li aiuterà in maniera naturale, risvegliando quelle capacità acquatiche innate che ognuno di noi possiede.

Sempre per quanto riguarda i giovamenti che lo sport del nuoto può portare allo sviluppo psicofisico dei bambini, c’è da aggiungere che la forza di gravità attutita e il galleggiamento permettono al piccolo di muoversi a 360 gradi in qualsiasi direzione, ciò interviene nello sviluppo dell’equilibrio (apparato vestibolare), oltre all’acquisizione di sensazioni dello spazio nuove e non comuni per lui e per il suo organismo. La lieve pressione dell’acqua che massaggia tutto il corpo, comprese le zone in cui normalmente non provengono particolari stimolazioni in ambiente terrestre come la schiena, va ad arricchire il suo corpo e sua capacità intellettiva globale.

La ridotta gravità permette inoltre di diminuire il carico sulle varie strutture ossee e muscolari e sui diversi organi interni, prevenendo sintomatologie dolorose e disfunzionali o migliorandole se sono già presenti.

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