Psicologia infantile

Il mutismo selettivo

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di Michela Gregoris il
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Alcuni bambini trovano difficoltà a esprimersi in pubblico, con persone che conoscono poco o in generale al di fuori dell’ambiente familiare: come capire se non si tratta di semplice timidezza ma di un disturbo più profondo?

mutismo-selettivo

Che cos’è il mutismo selettivo

Quando vostro figlio è a casa si rapporta normalmente con tutti i membri della famiglia, parla, gioca e il suo livello di apprendimento e di produzione del linguaggio rientra nella norma per la sua età. Ma fuori tutto cambia: il bambino si blocca, non riesce a comunicare con gli estranei o le persone meno conosciute e se interpellati non rispondono. Che cosa succede? Il bambino potrebbe essere affetto da mutismo selettivo, che è provocato da un vero e proprio stato d’ansia (se in seguito chiedete al bambino che cosa è successo, probabilmente vi dirà che le parole non volevano uscire), probabilmente precursore della fobia sociale infantile. Le caratteristiche descritte sopra sono in genere le più comuni, ma bambini diversi affetti dal disturbo possono avere caratteristiche anche molto differenti.

Come mi accorgo se mio figlio è affetto da mutismo selettivo?

Spesso si può faticare a comprendere quando un bambino è vittima di mutismo selettivo, perché a casa si comporta normalmente, mentre a scuola il disturbo potrebbe essere scambiato per semplice timidezza. Oggi però la comunicazione fra insegnanti di asilo e primaria e genitori è forse più attenta e intensa di un tempo, quindi è più facile accorgersi prima del problema.

Come si può risolvere il problema?

Essendo un disturbo che in Italia non è molto diffuso o conosciuto, può essere difficile trovare uno specialista. Ma è anche vero che grazie a internet sempre di più i genitori con figli affetti da mutismo selettivo comunicano fra loro e si scambiano informazioni utili. È comunque necessario che il bambino sia seguito da uno psicoterapeuta specializzato che possa intervenire con un approccio sistemico relazionale e con tecniche cognitivo-comportamentale. Con pazienza e senza mai forzare il bambino a parlare nelle situazioni di disagio (onde evitare di aumentare lo stato d’ansia e ottenere l’effetto opposto) si possono ottenere miglioramenti rilevanti.

Un blog e un’associazione per chiedere aiuto

Molte informazioni si possono trovare nel sito dell’Associazione AIMUSE (Associazione italiana mutismo selettivo, indirizzo internet: www.aimuse.it), creata da genitori con figli affetti da mutismo selettivo per diffondere informazioni, soprattutto nell’ambiente scolastico, a quei genitori che non riescono a trovare altrove un aiuto concreto per i loro figli. Inoltre è attivo anche un blog (www.mutismoselettivoblog.net) attraverso il quale comunicare con gli altri genitori di bambini affetti dal disturbo.

 

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