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Il moncone ombelicale

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di Giusy Ragni il
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Dei nove mesi passati al sicuro nella pancia materna e del lungo viaggio che ogni neonato affronta durante le fasi della sua nascita resta un ricordo tangibile collegato al suo tenero corpicino:  il cordone ombelicale, che viene reciso subito dopo la nascita del piccolo e nell’esatto momento in cui questo prezioso mezzo che ha unito madre e figlio per nove mesi smette di pulsare, segno che il suo compito è terminato;  spesso per le nuove mamme il moncone ombelicale  è fonte di preoccupazione, perché una volta portato il bimbo a casa saranno loro a doversene occupare.

cordone-ombelicale

In ogni reparto di maternità durante la degenza della mamma e del suo bimbo il moncone ombelicale viene medicato ogni giorno dalle infermiere, ma una volta tornati a casa le medicazioni vanno fatte da mamma e papà. L’impegno non deve spaventare perchè prendersi cura  dei pochi centimetri che restano del cordone ombelicale non è difficile come sembra.

Fino ad alcuni anni fa le medicazioni venivano fatte usando garzine sterili e alcol, metodo non più in uso perchè è stato rilevato che l’utilizzo dell’alcol ritardava la cicatrizzazione. Portare alla caduta del moncone nel giro di una settimana  richiede solo l’uso delle garzine sterili con cui avvolgere e proteggere lo stesso, senza usare nessun prodotto disinfettante, ma detergendo con semplice acqua la parte, asciugando bene in seguito la pelle e  cambiando le garzine di frequente facendo attenzione, nel mantenere il tutto ben asciutto e pulito.

Nei maschietti capita spesso che l’urina bagni il pancino e di conseguenza la medicazione, è necessario quindi detergere subito il moncone e poi asciugarlo bene; un punto importante è l’uso di pannolini comodi, alti in vita che coprano delicatamente il ventre del bimbo senza stringere o sfregare, irritando la parte delicata medicata.

Il moncone ombelicale di rado si infetta, provocando rossore alla radice e un gonfiore che talvolta può essere maleodorante, in questo caso è necessario consultare immediatamente il pediatra che prescriverà una pomata antibiotica. Per evitare un simile problema e per essere ancora più tranquille non limitatevi a lavare e disinfettare le mani per medicare il vostro bambino,  ma usate dei guantini in lattice sterili monouso, acquistabili anche nei supermercati oltre che in farmacia.

La condizione migliore per accelerare il distacco del moncone dalla pancia come abbiamo già detto, è di tenere ben asciutta la parte; in merito a questo è consigliabile non fare il bagno al bimbo per tutto il periodo delle medicazioni, ma pulirlo con salviette umidificate evitando la parte del moncone ombelicale; un altro accorgimento è di far prendere aria al moncone, quando  le condizioni climatiche lo permettono, lasciando il bimbo nella culla senza pannolino.

Potrebbe succedere che il moncone ombelicale non si stacchi e che il periodo delle medicazioni si prolunghi; questo non deve preoccupare le mamme se non c’è infezione; possono però aiutare la caduta del moncone ombelicale usando dei prodotti idonei, come: l’argilla verde o la polvere di arnica echinacea, facilmente reperibili in erboristeria, attenendosi scrupolosamente alle modalità d’uso.

Dopo circa una settimana di trepidanti medicazioni finalmente arriverà il momento in cui rimuovendo la garzina medicale il moncone vi resterà  in mano, a questo punto al suo posto si formerà una crosticina,  che va mantenuta asciutta e protetta, sempre con le garzine,   fino a che anch’essa cadrà spontaneamente. Al suo posto finalmente apparirà la cicatrice: l’ombelico.

 

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