Rimanere Incinta

Il momento giusto per diventare madri

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di Carla Pistone il
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Spesso il desiderio di maternità arriva quando sembra che non ce ne siano ancora le condizioni. Ma qual è il momento giusto per diventare madri?

Su questo problema si interrogano gli esperti, le aspiranti genitrici e i loro compagni. Meglio avere un figlio a 25 anni, quando si ha ancora tutta la vita davanti e l’orologio biologico non fa ancora sentire il suo tic tac, oppure a 40, quando – presumibilmente – si è raggiunta la piena indipendenza economica e una buona dose di equilibrio e maturità?

I fattori determinanti che pesano sulla scelta di diventare madri sembrano essere:

–          L’esigenza di perseguire una carriera professionale

–          L’impegno finanziario

–          Il problema della casa

–          La presenza/assenza di una rete di sostegno  (dal partner alla famiglia di origine)

Ma se per le ventenni gli obiettivi professionali sono spesso lontani dall’essere raggiunti e la meta della stabilità economica è ancora un work in progress, le quarantenni – più realizzate da questo punto di vista – pagano però il pegno della mancanza del pieno vigore fisico necessario per affrontare una gravidanza e per crescere un figlio.

Ma, in fin dei conti, esiste davvero un momento migliore per avere un bambino?

Le donne di oggi sono “iper-funzionanti” e tendono a pianificare tutta la loro vita: carriera, marito, figli. Oggi diventare madri fa parte di un progetto, di una decisione che vorrebbe essere autonoma, matura e responsabile; i moderni metodi contraccettivi aiutano a perseguire quest’obiettivo permettendo di scegliere quando concepire e di vivere la maternità non più come un passo obbligato conseguente al matrimonio, ma appunto come una libera scelta. Paradossalmente, però, sembra che la possibilità di programmare le nascite abbia prodotto come effetto indesiderato proprio il fatto che per una donna, tutto sommato, non sia mai veramente il momento giusto per diventare madre.

Infatti proprio per questo tipo di donne scegliere di diventare madri non è mai del tutto facile, perché i diversi piani di realizzazione personale spesso si intersecano fra loro lasciando poco o nulla alla spontaneità di un evento che – una volta – capitava senza alcuna previsione. In questi termini si esprime la grande differenza tra due generazioni, quella delle madri – forse più ancora quella delle nostre nonne – che avevano un progetto di vita globale definito dalla cultura e tramandato dalla tradizione, e quella delle figlie, più inquiete sotto questo profilo e con molte incertezze rispetto alla scelta del momento giusto per fermarsi, aprire una parentesi nel loro programma esistenziale e costruirci dentro un progetto di convivenza e di creazione di una famiglia.

Se il ruolo di madre è accuratamente protetto dalla cultura e dalla tradizione, non esiste un modello sperimentato di come diventare madre, ossia di come trovare il baricentro in un territorio di così difficile equilibrio perché tra tutte è la manifestazione più atavica di una relazione dispari, quella tra madre e figlio, in cui la prima concede al secondo tutta se stessa; oggi più che mai questo significa rinunciare ad altre dimensioni esistenziali o tentare coraggiosamente di farle convivere. Quando si pongono di fronte all’identità materna, le donne si chiedono se potranno permettersi di vivere tutte le loro dimensioni e se saranno in grado di reggere a un impegno e a una dedizione priva dell’aspetto della reciprocità.

Questa disparità ne racchiude un’altra come una scatola cinese, perché riguarda molto più le madri che i padri. Motivo per cui, alle resistenze di ordine professionale, economico o semplicemente dovute a un istinto di libertà, si aggiunge a dilatare i tempi della decisione il dubbio sull’affidabilità del proprio partner. Non sempre le donne sono convinte che il loro compagno possa essere un partner affettuoso e allo stesso tempo un buon padre. Nella speranza di sciogliere il dilemma lasciano ancora che passi del tempo o restano in attesa dell’uomo giusto per procreare.

A parte i fattori materiali che condizionano la scelta di avere figli, la risposta alla domanda sul momento giusto per diventare madri è affidata contemporaneamente all’istinto e al buon senso, quello di essere consapevoli che diventare genitori è qualcosa che si impara “sul campo” e non si esaurisce nell’atto della procreazione, ma si costruisce vivendo fino in fondo questa dimensione; il momento giusto per procreare coincide con quello in cui si è pronte non solo ad avere un figlio, ma anche a seguirlo nella sua evoluzione e – un giorno – a lasciarlo andare.

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