Parto

Il grande ritorno del parto in casa

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di Francesca Rolle il
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Negli anni Settanta, il boom dei reparti maternità è sembrato una conquista culturale, di genere e medica. La donna che, per partorire, non era più costretta a essere immobilizzata nel letto di una cameretta, guardata a vista da suocera e cognate, è sembrato un grido di libertà. Oggi, però, la rotta si inverte e, sempre più donne scelgono di partorire in casa anzichè in ospedale.

I numeri del parto in casa

Nel corso del 2016 i parti in casa sono stati 470.000 che, tradotto in percentuale, significa il 2%, la maggior parte dei quali avvenuti nel nord Italia, dove è possibile scegliere tra un maggior numero di professionisti e servizi. Si tratta di parti “privati” economicamente parlando, in quanto solo alcune regioni, ad oggi, riconoscono un contributo spese: Piemonte, Trentino Alto Adige e Trento. In ogni caso, la spesa per partorire n casa ammonta a circa 2.500 Euro.
Le mamme che scelgono questo tipo di parto, nel nostro paese, hanno un livello di istruzione medio alto, preferiscono la convivenza al matrimonio e hanno un lavoro extra domestico.

Perchè si sceglie il parto in casa

Proprio ad una sempre maggiore attenzione ed informazione delle donne in particolare attorno al parto e alla maternità è da correlare il crescente interesse per il parto in casa. Il bisogno di vivere l’evento nascita come un momento privato a cui concedere il tempo ed i modi necessari, porta la coppia a prediligere l’ambiente domestico a quello ospedaliero, più freddo e standard, e il rapporto one to one al rapporto col personale ospedaliero

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