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Il cellulare deve averlo? Con che regole?

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di Emanuel Bongiovanni il
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Sempre più bambini al di sotto dei 13 anni sono provvisti di un telefono cellulare. Più che un bisogno effettivo si tratta di un nuovo fenomeno: il telemothering, cioè la necessità di tenere sotto controllo i propri figli attraverso questo nuovo ed invisibile cordone ombelicale

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Partiamo da un dato Istat: il 18,6 % dei bambini tra i 6 e 10 anni e il 73,8 tra gli 11 e 13 possiede un cellulare. Il dato che più impressiona è quello relativo alla fascia preadolescienziale dai 6 ai 10 anni, scaturito più che dalla reale voglia del bambino di possedere un telefonino, dalla necessità di genitori ansiosi di controllare i figli in qualsiasi momento, dando vita al telemothering o teleparantage.

Esiste un’età adatta per il primo telefono cellulare? Partendo dal presupposto che non vi è un riferimento assoluto, pediatri e psicologi valutano singolo caso: dalla responsabilità del bambino stesso, all’effettiva mancanza di sicurezza in cui il bambino eventualmente si possa venire a trovare, l’Associazione Culturale dei Pediatri consiglia di rinviare il più tardi possibile l’uso dell’apparecchio, portando in evidenza uno studio condotto dal reparto di oncologia dell’ospedale universitario di Örebro, pubblicato sul Sole24 ore, in cui si specifica che l’utilizzo per 10 anni di telefoni cellulari o cordless , può arrivare a moltiplicare il rischio di sviluppare il glioma, una forma di cancro al cervello, precisando che il pericolo è massimo per bambini e adolescenti, in maniera direttamente proporzionale al tempo di utilizzo.

Sempre l‘Associazione Culturale dei Pediatri, in associazione con l’ISDE (International Society of Doctors for the Environment) e a APPLE (Associazione per la Prevenzione e la Lotta all’Elettrosmog) ha stilato un decalogo per un corretto uso del telefono cellulare da cui trarre spunto per fissare delle regole per l’utilizzo da parte dei bambini:

  • L’uso del cellulare da parte dei bambini dovrebbe essere limitato alle sole chiamate di emergenza.
  • Quando si acquista un cellulare nuovo bisogna informarsi sul livello delle sue emissioni (TAS in Watt/kg, l’intensità di campo elettrico in V/m).
  • Usare l’auricolare per diminuire l’effetto delle onde elettromagnetiche sulla testa (quindi no al dispositivo blue-tooth).
  • Tenere il cellulare spento durante le ore di lezione, l’uso del cellulare a scuola è vietato dalla legge.
  • Durante la notte non tenere il cellulare acceso sul comodino o, peggio, sotto il cuscino (le onde elettromagnetiche disturbano il sonno). Non deve essere ricaricato vicino al letto.
  • Se proprio dobbiamo affidare un cellulare al bambino, sarebbe meglio comprarne uno con funzioni di base, ce ne sono diversi in commercio, adatti per funzionalità e per minori emissioni di onde elettromagnetiche ai più piccoli.
  • Telefonare quando c’è pieno campo (tutte le ‘tacche’) altrimenti il cellulare aumenta la potenza delle emissioni sull’orecchio.
  • Se proprio non si può fare a meno di regalare o prestare uno smartphone ad un bambino, ricordarsi che vi sono applicazioni per il controllo parentale e restrizioni applicabili dal menù impostazione; si evita così il rischio di far terminare il credito con accessi internet indesiderati e ancora più importante che il bambino acceda a contenuti non adatti.
  • Non fate tenere il telefono cellulare in prossimità dei vostri figli mentre studiano o giocano, quando sono a casa fateglielo spegnere.

Il punto di riferimento per i bambini sono i propri genitori e da questi ultimi deve partire il buon esempio sul corretto utilizzo del cellulare, ricordando che psicologi e pediatri consigliano di far utilizzare il cellulare ad un bambino solo nei casi in cui sia strettamente necessario.

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