Alimentazione

Il bambino non mangia? Ecco il decalogo dei pediatri!

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di Mara Martini il
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Il bambino non mangia o chiede sempre gli alimenti, questa è una delle lamentele più frequenti delle mamme; che fare? come stimolare l’appetito dei bambini?

La fase del rifiuto del cibo durante l’infanzia è transitoria e comune a tutti i bambini fin dall’anno di età, ciò che è fondamentale evitare è che l’atteggiamento di rifiuto verso il cibo del bambino si radichi fino a divenire un’abitudine. Quando , anche se molto piccolo, un bimbo dice ‘no’ a determinati alimenti sta solamente manifestando la propria identità, che ha bisogno di affermarsi anche attraverso il gusto, attraverso le scelte alimentari. Cosa può fare una mamma quando un figlio si rifiuta di mangiare? La risposta arriva dall’Ospedale Bambino Gesù di Roma; il bambino non mangia? Ecco il decalogo dei pediatri!

Di solito i bambini inappetenti hanno delle preferenze: pasta, latte, carne e snack ricchi di zuccheri- dai più sani come lo yogurt e succhi di frutta, ai meno salutari come le merendine – e molte mamme sfinite dopo vani tentativi di dar cibo sano ai bambini durante i pasti, cedono alle richieste dei piccoli pur di vederli mangiare. Il segreto, dicono i dottori, è, invece, proprio nel non cedere, ma di provvedere all’educazione alimentare del bambino senza imposizioni e dando il buon esempio, cercando di rendere l’alimentazione varia e bilanciata quanto più possibile e di trasformare i pasti in momenti di condivisione familiare.

Sono 10, i semplici consigli dispensati dai pediatri dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma per risolvere i casi di inappetenza infantile. A meno che lo scarso appetito del bambino sia dovuto a una malattia, tentar non nuoce!

 

1) Alimentazione ‘omologata‘. I bambini apprendono, e imparano a mangiare, soprattutto per imitazione. Ecco perché è bene che tutta la famiglia abbia lo stesso tipo di alimentazione e che sia sana.

2) Orari regolari e rispettati. Cercare di fissare un’orario in cui mettersi a tavola – possibilmente tutti quanti insieme – e cercare di far in modo che sia sempre lo stesso, così da stimolare nei piccoli la nascita di un appetito da riflesso condizionato.

3) No pc, no tv. Far capire ai bambini che i pasti principali sono momenti importanti della giornata, attimi di condivisione per la famiglia, e, perciò, vanno vissuti con il massimo della calma e della tranquillità.

4) Chi si ferma è perduto. Non arrendersi al primo tentativo: se oggi vostro figlio non vuole mangiare le carote, non è detto che non vorrà mangiarle mai. Riproporre più volte un cibo “no” a distanza di qualche tempo

5) No alle imposizioni. Se il bambino rifiuta un cibo – di solito una verdura o qualche altro alimento salutare ma poco attraente – è giusto tentare di riproporglielo, ma non costringere il piccolo ad assaggiarlo per forza. Tale atteggiamento non farebbe che accrescere l’avversione verso l’alimento “incriminato”.

6) L’appetito vien… guardando. Cercare di rendere le pietanze più invitanti anche alla vista, con quello che gli chef chiamerebbero un “buon impiattamento”.

7) Vai avanti tu! Pre-assaggiare un piatto o una preparazione nuova prima di proporla ai figli, in modo che questi superino più facilmente la diffidenza verso il cibo sconosciuto.

8) Come si prepara da mangiare? Far partecipare i piccoli alla preparazione dei pasti ammettendoli in cucina e assegnando loro anche qualche piccolo compito, come lavare i cibi o “pasticciare” con la farina e gli ingredienti, cosa che i bimbi adorano.

9) Da dove viene il cibo? Coinvolgere i bambini anche nella fase preliminare alla cucina, quella della scelta e dell’acquisto dei cibi al mercato o al market.

10) Più divertente della stanza dei giochi. Rendere più allegro lo stesso ambiente della cucina, magari comperando tovagliette colorate e personalizzate per ogni membro della famiglia, o regalando ai bambini un kit grembiule+cappellino da vero piccolo chef!

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