Alimentazione

Il bambino mangione

Foto del Profilo
di Mara Martini il
Commenti (0)

Solo pochi decenni fa, il fatto che un bimbo mangiasse in maniera più che abbondante non era considerato un problema: al contrario, il “bambino mangione” era l’orgoglio di genitori e nonni, i quali non facevano che assecondare e incoraggiare questa sua tendenza. Ben più pensieri dava semmai l’avere un figlio inappetente. In passato, un appetito spiccato e un aspetto decisamente florido e pieno dei bambini venivano, infatti, ritenuti garanzia di buona salute.

In realtà, le cose non stanno così: grasso non è uguale a sano, soprattutto quando si parla di bambini e adolescenti. E così – grazie anche alle ricorrenti campagne informative che vedono coinvolti pediatri e nutrizionisti – la maggior parte delle mamme e dei papà dei nostri tempi (non ancora tutti, purtroppo) va acquisendo una consapevolezza e un’attenzione sempre maggiori nei confronti dei rischi legati al sovrappeso e all’obesità in età infantile.

Se da un lato, dunque, c’è meno ignoranza riguardo al problema e alle sue disastrose conseguenze, dall’altro, però, le statistiche ci parlano dei “bimbi grassi” come di un fenomeno tuttora in crescita. Un effetto apparentemente contraddittorio che è in parte spiegato dal fatto che l’alimentazione dei bambini – specie di quelli più grandi – non può essere controllata 24 su 24 dai genitori, ma più ancora è dovuto alla scarsa pratica dello sport e del movimento in genere. In un’epoca in cui anche per gli spostamenti più brevi ci si serve dell’auto e la parola gioco è associata a uno schermo di computer e ad una consolle oppure a un tablet, le nuovissime generazioni hanno perso l’abitudine a stancare i muscoli e ad allenare i polmoni. Ecco, quindi, che ogni caloria superflua introdotta con l’alimentazione ci mette poco a trasformarsi in tessuto adiposo.

Ai genitori di bambini “perennemente affamati” – ma che non si trovano ancora in una situazione che necessiti l’intervento di uno specialista – possiamo, perciò, suggerire di:

. Improntare l’alimentazione dei piccoli – così come quella di tutta la famiglia – al rispetto del senso del limite e di una certa disciplina e regolarità anche per quel che riguarda gli orari di colazione, pranzo e cena.  Ciò non significa che ogni tanto non si possano fare dei fuori-pasto o degli “strappi alla regola”, purché appunto queste siano delle eccezioni e non la consuetudine.

. Non cedere alle richieste dei figli di un surplus di dessert o di leccornie a fine pasto, ma piuttosto cercare di tenerli occupati con qualche attività divertente (come un gioco da fare tutti insieme) che li distragga dal senso di fame.

. Se si nota che la fame del proprio figlio è più di tipo nervoso/emotivo che “fisico”, domandarsi le ragioni del suo disagio e offrirgli il nostro supporto affettivo per evitare che riversi sul cibo le sue ansie e il suo bisogno di essere consolato.

. Infine, incoraggiare in tutti i modi i bambini e i ragazzi a praticare uno sport, a giocare all’aria aperta o comunque a dedicarsi a un qualche tipo di attività fisica (anche semplice, come le passeggiate a passo sostenuto) almeno 4 volte alla settimana. Sarà utile non solo a prevenire l’accumulo di peso, ma anche ad impegnare la mente, a tenere a bada lo stimolo della fame e a regolare il metabolismo basale.

 

Loading...
Bio
Ultimi Post
Foto del Profilo
Hai trovato utile questo articolo?
VOTA

Commenti

commenti