Gravidanza

Il 30% delle donne lascia il lavoro dopo la gravidanza

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di Michela Gregoris il
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Lo afferma l’Istat: il 30 % delle donne occupate dopo essere diventata mamma lascia il lavoro.

In particolare questo dato allarmante risente molto della crisi: fra il 2005 e il 2012 il tasso delle donne che hanno lasciato il lavoro dopo la gravidanza è aumentato dal 18,4% al 22,3%. E, nel 60% dei casi, devono passare 5 anni prima che la donna riesca a rientrare nel mondo del lavoro. Infine, è emerso che una donna su due ha una pensione inferiore a 1000 euro.

In genere i percorsi lavorativi delle donne sono atipici: solo poco più del 60% ha avuto un percorso standard, contro quasi il 70% degli uomini, e la quota delle lavoratrici irregolari e circa dell’11%.

A partire dagli anni ’90 è aumentato il part-time femminile che è passato da circa il 21% del 1993 al 32% del 2014. Di conseguenza i trattamenti pensionistici delle donne sono molto più bassi, perché i contributi versati sono minori e gli stipendi più bassi.

Purtroppo i dati Istat rivelano ancora una volta che all’interno della coppia i ruoli continuano, nel nostro Paese, a essere asimmetrici: ben il 72% delle ore di lavoro di cura della coppia con figli è svolto dalle donne. Si aggiunga a ciò la difficoltà di conciliazione lavoro-famiglia e la scarsità dei servizi rivolti all’infanzia. Ancora troppo elevate, dunque, le disuguaglianze di genere nel mercato del lavoro, ma anche nell’organizzazione dei tempi di vita, mentre la rete dei servizi sociali è ancora troppo inadeguata.

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