Salute

I vaccini facoltativi: il vaccino trivalente

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di Chantal De Honestis il
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Le vaccinazioni si distinguono in obbligatorie e facoltative. La differenza è data dal fatto che i vaccini obbligatori sono considerati tali  sulla base di un doppio criterio: la difesa del  bambino da una malattia potenzialmente letale e la difesa della società  attraverso la vaccinazione della popolazione, in modo che la malattia non si diffonda.

Al contrario i vaccini facoltativi lasciano al genitore la facoltà di scegliere se proteggere o meno il proprio bambino. In questa sede ci soffermeremo nel prendere in considerazione il cosiddetto vaccino trivalente (parotite-rosolia e morbillo)

PAROTITE:  un’infezione, chiamata comunemente “orecchioni“( per via del gonfiore delle ghiandole parotidee), provocata da un virus che si trasmette con le gocce di saliva e gli sternuti. Il vaccino consiste in una dose del virus vivo ma reso innocuo pur mantenendo la capacità di stimolare le difese dell’organismo. È sempre combinato con il vaccino del morbillo e della rosolia. Il vaccino va inoculato nei bambini dopo l’anno di età

 MORBILLO: È una malattia  dell’infanzia causata da un virus che si trasmette per via aerea, da persona a persona. Il vaccino  è sempre combinato con quello contro la parotite e la rosolia (è il cosiddetto vaccino trivalente). È costituito da virus vivi attenuati,  incapaci di provocare la malattia ma in grado di risvegliare le difese immunitarie.  Sono previste due dosi di vaccino: una tra i 12 e 15 mesi, la seconda a 5-6 anni, insieme al richiamo del vaccino contro difterite, tetano e pertosse o del vaccino esavalente. Il vaccino è efficace nel 98-99% dei casi e l’immunità dura tutta la vita.

Esistono ipotesi che ci sia una relazione tra la somministrazione del vaccino contro l’autismo e il morbillo. Nel 2011 il giornalista scientifico Brian Deer, al termine di un’inchiesta durata molti anni, ha pubblicato sulla rivista medica British Medical Journal la prova che la correlazione non esiste.

ROSOLIA:  è provocata da un virus che si trasmette per via aerea attraverso la saliva e gli sternuti. Provoca febbre lieve, rigonfiamento delle ghiandole del collo ed eruzione cutanea generalizzata e di breve durata. La rosolia è una malattia che può creare problemi seri se contratta in gravidanza dando origine alla sindrome della rosolia congenita, che può causare nel feto sordità, cecità, ritardo mentale e malformazioni congenite del cuore, del fegato e della milza, con alterazioni della coagulazione. Se la malattia si manifesta nel primo trimestre, nell’85 per cento dei casi si verificherà un aborto spontaneo o il feto verrà colpito dalla sindrome.

La vaccinazione è oggi disponibile a partire dai 12 mesi di età ma può essere somministrata anche ad adulti non immuni e soprattutto a tutte le donne in età fertile che non hanno la certezza di essere immuni. Generalmente si somministrano due dosi di vaccino combinato( morbillo-parotite-rosolia). La prima tra i 12 e i 15 mesi del bambino e la seconda intorno ai sei anni. L’efficacia del vaccino sfiora il 100% e l’immunità è permanente.

 

 

 

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