Da 3 a 5 anni

I segreti per farlo dormire

Foto del Profilo
di Carla Pistone il
Commenti (0)

Anche ai bambini piace dormire, ma alcuni genitori fanno fatica a crederlo e alcuni bambini non lo sanno ancora! I piccoli, però, dormono in modo diverso dagli adulti

segreti-della-nanna

I bambini in età prescolare possono soffrire di problemi del sonno, ossia impiegare solitamente più di 20-30 minuti ad addormentarsi o a riaddormentarsi in seguito a risvegli notturni. Tuttavia nei bambini brevi risvegli sono fisiologici e dovuti alla immaturità del loro sistema nervoso e alla qualità del loro sonno, più leggero di quello degli adulti perché presenta più fasi di sonno REM leggero e perché il ritmo circadiano (il normale ritmo sonno-veglia scandito dalla luce solare), del bambino deve ancora consolidarsi.

Ma quanto dovrebbe dormire un bambino dai 3 ai 5 anni di età? Studi scientifici dimostrano che dai 3 ai 5 anni un bambino riposa mediamente 12 ore al giorno, suddivise in 10 ore di sonno notturno e 1-2 ore di sonno diurno. A partire dai 6 anni, poi, l’abitudine al sonnellino pomeridiano tende ad essere abbandonata spontaneamente dal piccolo per prediligere il sonno notturno.

Perché alcuni bambini fanno fatica ad addormentarsi? A questa età la fase delle coliche, dell’attesa del ruttino post-prandiale e della dentizione dolorosa che impediscono al piccolo di addormentarsi è ormai superata. Se non ci sono patologie in atto, quindi, la difficoltà a prendere sonno si può facilmente ascrivere al fatto che i bambini alla sera sono meno stanchi degli adulti – presi dalla curiosità della vita e dal gioco del momento – e che, sostanzialmente, hanno paura di addormentarsi. Questo fenomeno dipende dalla natura stessa del sonno, che anche negli adulti rappresenta il momento dell’abbandono ai pensieri più nefasti; nel bambino, la paura del buio e di rimanere soli prende la forma del lupo cattivo o dei fantasmi e la regola aurea, in questo caso, è non deriderlo mai, ma rassicurarlo quando ci confida queste angosce, magari trasformandoci nella mamma-papà guerriero che con una formula magica o un sortilegio fa scomparire il mostro protagonista delle sue paure.

Più in generale, la disposizione ad addormentarsi e la qualità del sonno del bambino dipendono dal rispetto di una serie di regole, che, come suggerisce la Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP), permettono di costruire le condizioni ideali per favorire il sonno dei nostri piccoli:
• saper attendere con pazienza e fiducia che il bambino acquisti gradualmente il suo ritmo sonno-veglia, rispettando le sue esigenze;
• con la complicità del bambino, costruire un percorso rituale che preceda l’addormentamento, come spazzolare i denti, scegliere il pigiamino o ascoltare il racconto di una fiaba; meglio evitare invece la somministrazione di latte, tisane o altre bevande prima di andare a dormire;
la stanza e il letto del bambino devono essere parte integrante di questo rito: il piccolo non deve addormentarsi in altri luoghi o fra le braccia dei genitori, ma associare un ambiente preciso al momento che segna la fine della giornata;
l’ambiente in cui dorme il bambino deve essere tranquillo, il più silenzioso possibile e poco illuminato; la temperatura ideale della stanza è intorno ai 20°; inoltre non si deve coprire troppo il piccolo, l’importante è che i suoi piedini stiano al caldo.
I pediatri della FIMP sottolineano infine che non è bene ricorrere a farmaci o rimedi naturali per indurre il sonno dei bambini. Questi presidi infatti vanno usati solo sotto stretto controllo medico quando si rivelano indispensabili per correggere le cattive abitudini che causano i problemi del sonno.

 

Hai trovato utile questo articolo?
VOTA

Commenti

commenti