Dove Partorire

I luoghi più strani dove le mamme hanno partorito

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di Elisa Pessina il
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Il timore di poter partorire in luoghi insoliti non è poi così ingiustificato. Alcune donne, infatti, specialmente alla 2° o 3° gravidanza si sono ritrovate a mettere al mondo il proprio figlio in posti davvero inaspettati. Ecco quali.

 

Quando la natura chiama, si sa, è quasi impossibile ignorarla. Una verità che si addice perfettamente al parto, un evento che in certi casi può verificarsi in momenti e luoghi davvero insoliti. Nel corso degli anni, infatti, la cronaca ha raccontato, a volte anche un po’ romanzato a dire il vero, storie di donne che hanno partorito i propri figli in luoghi che non fossero il classico ospedale: in auto, in taxi, in treno, aereo, in strada, o in nave, o in altre location da film. Questo può accadere quando il travaglio si innesca in maniera molto rapida, portando ad una fase espulsiva altrettanto veloce. È il caso delle pluripare, il cui parto, in genere, ha dei tempi molto inferiori rispetto alle primipare. Si parla a tal proposito, infatti, di parto precipitoso.

Quali sono i luoghi più strani in cui le donne hanno partorito? Alcuni esempi

L’ultimo parto avvenuto in luogo insolito che è stato recentemente reso noto ha visto protagonista una 31 enne di Grosseto, che ha dato alla luce il suo secondo figlio, una bambina, non appena salita sull’elisoccorso Pegaso II della Centrale 118 di Grosseto. Un parto che si concluso senza complicazioni, grazie all’intervento tempestivo del personale medico.

Qualche tempo fa, sempre in Italia, una donna, in compagnia del marito, è stata colta da doglie improvvise ed ha partorito nella metropolitana di Molino Dorino, assistita dai medici del 118, che hanno allestito una sala parto improvvisata proprio sulla banchina d’attesa del metrò.

Più recentemente, Saw Ler Htu, una giovane donna cinese incinta che viaggiava su un volo da Singapore alla Birmania, è riuscita a partorire sull’aereo grazie all’aiuto prestato dal personale di bordo e da tre medici che si trovavano sul velivolo. La sua gratitudine ha deciso di esprimerla in un modo piuttosto particolare, ovvero dando al figlio il nome della compagnia con cui stava volando. Una fortuna, allora, che non si fosse trovata su un volo Alitalia…

Altrettato precipitoso è stato il caso di un’altra gravida di origini spagnole che si trovava con il marito su un taxi in quel di Roma, e che proprio sul bolide giallo, si è ritrovata a partorire, aiutata da un prode taxista, ostetrico improvvisato. Analogo caso, quello di un’altra donna, sudafricana di 25 anni che aveva chiamato un taxi per andare in ospedale a partorire, ma che non ha fatto in tempo a raggiungere, facendo nascere il proprio bimbo sul taxi in via Santa Sofia nel centro di Milano. Ad avvisare il 118 era stato il tassista, che però, questa volta, non ha dovuto assistere al parto visto: la ragazza era fortunatamente accompagnata da un’ostetrica.

Qualche mese fa una donna serba, residente in Francia e solo di passaggio in Italia, non ha potuto evitare di dare alla luce la propria figlioletta, nella propria auto ferma al casello di Fabro, lungo l’autostrada A1.

Nel maggio dell’anno in corso, invece, una giovanissima studentessa di 19 anni, ha dato alla luce il suo bambino nel bagno del liceo classico Parini di Milano aiutata da cinque coraggiosissime amiche che, in seguito, hanno dolcemente “preteso” che la primipara si ricordasse di loro nella scelta del nome da dare al bebè. La mamma, ben contenta, ha deciso di chiamarlo Stefano, nome che racchiude le iniziali dei nomi delle improvvisate ostetriche.

 

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