Psicologia infantile

I disordini alimentari in età infantile: quali sono e come intervenire?

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di Michela Gregoris il
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Si tratta di un problema in aumento non solo fra i giovanissimi ma anche fra i bambini: i disturbi alimentari, fra i quali il più evidente è senz’altro l’obesità ma non è il solo, sembrano essere sempre più frequenti già in età pediatrica.

Al contrario di quello che si tende comunemente a pensare, infatti, i disordini alimentari non riguardano soltanto la popolazione adolescente. Che si tratti di mangiare in modo incontrollato o di un vero e proprio rifiuto, bisogna fare attenzione e distinguere quando il problema alimentare si manifesta come transitorio, come un capriccio o come conseguenza di stanchezza o di uno stress emotivo ma passeggero, e quando si tratta, invece, di un vero e proprio disturbo che va tenuto sotto osservazione e nel caso sottoposto a un esperto. Il genitore deve quindi saper prestare attenzione a vari segnali e correlarli fra loro: se il bambino si trova in una qualche fase di transizione che può essere per lui fonte di stress o dolore, il disturbo potrebbe essere legato solamente a questo periodo. 

Può essere necessario diverso tempo perché un genitore si renda conto che il comportamento del bambino nei confronti delle sue abitudini alimentari nasconde un problema più profondo: soprattutto quando è piccolo, si tende a pensare che il disordine alimentare non possa riguardarlo. In realtà, può essere invece un modo in cui il bambino manifesta il proprio disagio emotivo. 

L’unico modo per prevenire questo genere di disturbi è l’informazione: genitori informati e attenti al comportamento dei propri figli saranno in grado di riconoscere presto la presenza di un disagio. Interrogarsi sul possibile motivo di una bizzarria nel comportamento alimentare del bambino è già un passo verso la consapevolezza che potrebbe esserci un problema. Si tratta sicuramente di una cosa complessa, che va di pari passo con il livello di comunicazione esistente all’interno della famiglia, la capacità del bambino di esprimere i propri bisogni o le proprie paure e ansie, ma va ricordato che il disagio può insorgere in qualunque situazione: di certo, comunicare con il bambino e cercare di farsi raccontare i problemi, sostenerlo e fargli trovare appoggio sono già un primo aiuto. Ma se vostro figlio presenta un disturbo alimentare, o sospettate che ne soffra, allora sarà bene rivolgersi a un esperto.

Per ricevere informazioni e sostegno a riguardo, oggi esiste anche un’associazione che si occupa proprio di questi problemi: si tratta dell’Associazione Pollicino e Centro Crisi Genitori Onlus, nata nel 2006 per coordinare psicoanalisi e pediatria per dare risposta all’aumento di casi di disturbo alimentare in età pediatrica. Potete trovare il sito dell’associazione all’indirizzo www.pollicinoonlus.it

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