La coppia post parto

Ho partorito da poco: lui non mi aiuta

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di Giusy Ragni il
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Dopo il parto ogni donna fa ritorno a casa con il suo bimbo, e deve affrontare situazioni nuove, e nuove responsabilità: dai nove mesi della gestazione tutto sarà totalmente diverso, in gravidanza si gode di attenzioni e riposo, ci si sente speciali e circondate dall’affetto dei propri cari,  ma non sempre il ritorno a casa con il bebè diventa un prolungamento di quel periodo idilliaco.

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A casa la nuova mamma si ritrova a rivoluzionare quelle che erano le abitudini sue e del compagno, e spesso accade che non tutto vada per il meglio. Molte donne in questa prima fase, dopo aver partorito,  lamentano incomprensioni con il compagno, o addirittura una totale “assenza” di lui al suo fianco; la donna in questo caso resta sconcertata, avvilita e spesso subentra la depressione. Il compagno non l’aiuta né per le faccende di casa, né per accudire il bambino, si estranea e pare rifiutare le responsabilità, che ricadono tutte sulle spalle di lei.

In questi casi si viene a creare una lieve e iniziale spaccatura nel rapporto, che se non viene subito e nel modo migliore sanata, può sfociare in eventi risolutivi dell’unione stessa. I motivi che generano questi episodi sono molteplici e tutti di carattere psicologico e affettivo: gelosia inconscia per il piccolo da parte del padre, senso di esclusione perché la mamma è totalmente assorbita dalla sua creatura, rifiuto della responsabilità ad essere padre, o addirittura paura di esserlo, spesso queste emozioni maschili sono solo la reazione scomposta alla nuova realtà, spesso si risolvono da sole, ma non sempre.

Dal canto suo la donna soffre dei suoi problemi, e non riesce a comunicarli al compagno che reagisce con una chiusura, un mutismo che diventa un muro nella coppia, la neo mamma deve fare i conti con la stanchezza, il sonno arretrato perché il bimbo dorme poco, e quando dorme lei ha mille altre incombenze e non riposa, non si concede un attimo di tregua, lui non l’aiuta, ignora sistematicamente le sue richieste di collaborazione. Mentre lui pensa che ormai lei ha solo occhi per il bimbo, e l’incomprensione cresce pericolosamente.

Tutti questi sentimenti contrastanti e apparentemente negativi, hanno comunque una soluzione, la migliore è parlare, cercare di capirsi, spiegarsi, aprire il proprio cuore al compagno/a e cercare insieme un punto di incontro. Quando tornerete a casa con il vostro bambino non fatevi trascinare in queste situazioni, se vedete vostro marito o compagno “strano”, “distante” o a disagio, triste, parlatene subito, chiaritegli che anche se siete diventata madre siete sempre la sua donna, innamorata e felice di dividere con lui la vostra vita, e soprattutto non fatelo sentire escluso dalla vostra vita solo perché ora vi ritrovate in tre, che è anche contraddittorio oltretutto.

Coinvolgetelo nelle nuove abitudini, e cercate di creare qualche momento solo per voi due, siate sempre eque nel dividervi tra le vostre incombenze casalinghe, chiedete aiuto a nonne e sorelle, cercate di non lasciare “solo” il vostro compagno; diventare madre non significa rinunciare ad essere donna e perdere l’amore di vostro marito, un po’ di organizzazione e tanta passione per la vita vi aiuteranno a vincere ogni negatività e a salvaguardare il benessere e l’amore nella vostra casa.

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