Non rimango incinta

L’utero bicorne

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di Valeria Notaro il
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Le dimensioni di un utero normale, sono simili a quelle di un arancio, ma l’1-2% della popolazione femminile ha un utero malformato. Essere soggette a una malformazione uterina, è spesso la causa per cui può capitare di non si riuscire a rimanere incinta o di avere più volte un aborto spontaneo.

Una delle malformazioni uterine più riscontrate è l’utero bicorne: nel corso della sesta-nona settimana di gravidanza, negli embrioni femminili vi è la fusione dei due corni di Muller, quando questa non avviene del tutto si ha l’utero bicorne, ovvero una duplicazione della cavità uterina

Può succedere che la donna affetta da utero bicorne, riesca a concludere la gravidanza senza essere a conoscenza della malformazione, che viene scoperta solo il giorno del parto, benché spesso la nascita sia prematura o il neonato sia un po’ sottopeso. Nella maggior parte dei casi, però, la donna è soggetta a numerosi aborti spontanei o all’espulsione del feto nelle prime settimane di gestazione, poiché l’utero, non essendo abbastanza elastico, non riesce a modificare la sua grandezza in base alla crescita del feto.

Le probabilità di concludere la gravidanza aumentano grazie al cerchiaggio dell’utero, congiunto alla somministrazione di farmaci che bloccano le contrazioni; il ginecologo comunque prescrive sempre alle donne incinte con utero bicorne il riposo assoluto e consiglia loro di partorire con taglio cesareo, al termine della trentacinquesima settimana di gravidanza.

In casi estremi si ricorre alla metro-plastica, un intervento chirurgico che permette di ricongiungere le due cavità dell’utero bicorne.

 

 

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