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Ha preso i pidocchi!

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di Michela Gregoris il
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È proprio il caso di dirlo: c’è da mettersi le mani nei capelli! Ma se vostro figlio ha preso i pidocchi niente panico e niente vergogna: il problema si risolve nel giro di poco, con un po’ di accortezza.

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Magari avete anche voi dei ricordi spiacevoli legati ai pidocchi: la paura di doversi rasare a zero, la vergogna di sembrare “poco puliti” e l’isolamento di qualche giorno (cioè niente scuola, che magari non è poi un brutto ricordo…). Ma diciamoci la verità: ormai siamo tutte più informate su questi fastidiosi parassiti che a volte finiscono sulla testa dei nostri figli.

Prevenzione

L’unico vero modo per prevenire un contagio da pidocchi è quello di raccomandare ai figli di non scambiarsi con gli altri indumenti come sciarpe e berretti o cappellini, e oggetti personali come un pettine, o l’asciugamano per asciugarsi i capelli in piscina. Ma certo non potrete essere sempre lì a controllarli, e non vale la pena stressarli troppo su questo punto. Se proprio capita che vostro figlio prenda i pidocchi, certo non è la fine del mondo. Quel che è certo è che i pidocchi non saltano da una testa all’altra, come forse un po’ di conoscenze popolari possono far pensare, ma si trasmettono soltanto attraverso il contatto diretto con i capelli.

Come li riconosco?

Naturalmente il prurito è un segnale che i pidocchi stanno proliferando sulla testa dei vostri figli, ma prima ancora sono quelle cosine bianco-grigiastre attaccate ai capelli dei vostri figli, cioè le uova o lendini, che si schiudono nel giro di una settimana e che sono ben riconoscibili per esempio dalla forfora, perché mentre questa si stacca facilmente, quelle se ne stanno ben ancorate alla testa dei bambini (o di chiunque sia stato contagiato). I punti in cui si trovano sono prevalentemente sulla nuca e dietro le orecchie, ma possono essere situate anche nel resto della testa.

Come eliminarli?

Con l’uso di prodotti specifici, e la terapia andrà ripetuta a distanza di 7-10 giorni, in modo da eliminare eventuali pidocchi nati da uova sopravvissute al primo trattamento.
Un altro importante accorgimento è quello di lavare a 60° gli indumenti con cui il bambino è venuto a contatto, immergere in acqua calda pettini e spazzole e magari non utilizzarle per 4-5 giorni, mentre gli oggetti non lavabili si possono “incellophanare” (i pidocchi all’aria muoiono in 3-4 giorni).
Infine, è necessario avvertire del contagio da pidocchi anche i compagni di classe e le persone con cui è venuto a contatto il bambino, in modo che anche loro possano controllare ed eventualmente debellare il problema al più presto. Naturalmente, anche i famigliari dovranno provvedere ad assicurarsi di non aver subito contagio, in modo da spegnere sul nascere ogni possibilità di recidività.

 

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