Gravidanza

Gravidanza extrauterina

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di Michela Gregoris il
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La gravidanza extrauterina, cioè “fuori dall’utero”, è il caso più frequente della cosiddetta gravidanza ectopica.

Che cosa succede esattamente all’interno del vostro corpo durante il concepimento?

In una situazione normale, l’ovulo viene fecondato all’interno della tuba, e da qui si trasferisce all’interno dell’utero entro 3-4 giorni: se però la tuba presenta delle problematiche (è ostruita, o è presente una malformazione), l’ovulo non riesce a raggiungere l’utero. In questo caso si parla dunque di gravidanza extrauterina. La percentuale di questo tipo di gravidanza è dell’1-2 % dei concepimenti. Quello che succede è che l’embrione, cioè l’ovulo fecondato, si trova in un ambiente dove non è in grado di crescere: di conseguenza la tuba finirà per lacerarsi, provocando un’emorragia, potenzialmente letale per la paziente.

Non allarmatevi! Se un tempo la gravidanza extrauterina veniva diagnosticata solo in fase avanzata, ora è possibile capire che la paziente si trova in tale situazione molto prima. Ecco allora quali sono i sintomi che indicano che è in atto una gravidanza extrauterina:

  • ritardo o irregolarità mestruale, come in una normale gravidanza;
  • forte dolore al basso ventre o nella zona pelvica;
  • sanguinamenti irregolari.

Inoltre, se siete incinte, tenere sotto controllo il modo in cui aumentano i livelli di hCG (gonadotropina corionica umana) nel sangue può aiutare a capire se è in atto una gravidanza extrauterina, infatti, questi livelli in una normale gravidanza aumentano molto velocemente: in caso di livelli al di sotto della norma, allora si può presumere una gravidanza ectopica, da verificare poi tramite ecografia transvaginale, laparoscopia, dilatazione e raschiamento.

Quali sono le cause di una gravidanza extrauterina? In generale, è a rischio chi ha subito interventi alle tube, ma anche chi presenta problemi preesistenti (ma magari finora mai rilevati), dovuti a infezioni ginecologiche, oppure provocate da endometriosi o appendicite. Anche nel caso in cui si concepisce un figlio dopo la legatura delle tube o dopo la loro riapertura è maggiormente a rischio di incorrere in una gravidanza extrauterina.

Come si procede dopo aver scoperto che è in atto una gravidanza extrauterina? Spesso per confermare la diagnosi è necessaria una laparoscopia, un intervento chirurghico in anestesia totale che può anche essere curativo e risolvere il problema. Si tratta di una piccola incisione a livello dell’ombelico, attraverso la quale passa uno strumento ottico per confermare la diagnosi. Se possibile, a questo punto si può anche rimuovere il feto attraverso appositi strumenti. Generalmente, non è poi necessario il ricovero in ospedale della paziente. Un’altra possibilità è quella della dilatazione e raschiamento, cioè la pulitura delle pareti uterine: anche questo intervento viene eseguito in anestesia.

Esiste anche una terapia farmacologica: alla paziente viene somministrato un farmaco, il metotrexato, ma solo in caso di buona salute della paziente e se non sono presenti emorragie interne o dolori gravi. Il farmaco serve a distruggere i tessuti che si sono formati con la gravidanza ed eliminarli: solitamente se diagnosticata in fase precoce, la gravidanza ectopica può essere curata in questo modo non invasivo.

Infine, alcuni casi necessitano di terapia chirurgica: in caso in cui la tuba non sia molto danneggiata, può essere aperta e vengono eliminati i tessuti del feto (con il rischio, però, che non vengano eliminati del tutto e che il feto continui a crescere). Se invece la tuba è molto danneggiata sarà necessario rimuovere sia l’ovaio che la tuba.

Anche in caso di gravidanza extrauterina non va sottovalutata la portata psicologica dell’evento: pensare di essere incinte e poi scoprire di non poter portare avanti la gravidanza, con annessi magari i sintomi dolorosi della gravidanza ectopica, non è di certo una passeggiata. Come sempre, l’aiuto e il sostegno di familiari e amici, e i consigli del vostro ginecologo, oltre a un supporto professionale se ne sentite la necessità, possono aiutarvi a ritornare il più presto a una condizione serena. E perché no, con le dovute cautele e dopo aver atteso il tempo necessario (si consiglia almeno 3-6 mesi) ritentare di coronare il vostro sogno di maternità.

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