Gravidanza

Gli ormoni in gravidanza: quali sono e come funzionano

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di Elena Cerboncini il
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Sbalzi d’umore, difficoltà di concentrazione, ritenzione idrica….. ma anche pelle luminosa e capelli setosi e lucenti, seno turgido e sodo: la gravidanza è il periodo delle modificazioni fisiche e psichiche per eccellenza!

Quasi tutti i cambiamenti a cui andiamo incontro nell’arco dei nove mesi, sono dovuti agli ormoni.
Ne sentiamo parlare da sempre, ma gli ormoni in gravidanza: quali sono e come funzionano?
Innanzitutto definiamoli: gli ormoni sono dei messaggeri chimici che trasmettono informazioni da una cellula ad un’altra influenzando il metabolismo e l’attività di tessuti ed organi.
Nella prima fase della gestazione sono prodotti dalle ovaie, ma dalla dodicesima settimana vengono prodotti soprattutto dalla placenta e dal feto.
Gli ormoni per eccellenza in gravidanza sono l’estrogeno e il progesterone, a loro volta inizialmente stimolati dalla gonadotropina corionica umana (il famoso Beta HCG), che sollecita le ovaie alla successiva produzione ormonale.
Quindi in un certo senso tutto inizia con il Beta HCG: non a caso la presenza nel sangue e nelle urine del Beta HCG indica l’avvenuto concepimento, ragion per cui viene generalmente definito ormone della gravidanza. Il rilevamento del suo dosaggio indica sia l’avvenuto concepimento, sia la settimana di gestazione, ma anche l’eventuale gravidanza gemellare.
Vediamo nel dettaglio gli altri ormoni in gioco e i loro effetti sul metabolismo.
L’estrogeno stimola l’afflusso di sangue agli organi e fa crescere seno e utero, inoltre rende il tessuto connettivo più morbido per permettere flessibilità di legamenti.
Il progesterone dilata i vasi sanguigni perché accolgano più sangue, rilassa i muscoli, il tratto digerente e urinario, allenta legamenti e tendini per preparare il canale del parto. Inoltre previene la comparsa di contrazioni premature e prepara il seno per l’allattamento.
Il HPL o ormone lattogeno placentare umano è responsabile dei trasferimenti di nutrienti dalla madre al feto ed entra in gioco nella secrezione del latte dopo il parto, anche se è soprattutto la prolattina che porterà il seno a produrre il latte.
La rilassina ammorbidisce i legamenti pelvici e facilita la dilatazione del collo dell’utero mentre l’ossitocina causa le contrazioni dell’utero durante il travaglio ed anche dopo il parto.
Il cortisolo aumenta il glucosio nel sangue e promuove la maturazione dei polmoni fetali; gli androgeni aiutano il corpo a produrre gli estrogeni mentre il testosterone promuove lo sviluppo dei genitali maschili del feto.
Se è vero che gli ormoni giocano un ruolo fondamentale in gravidanza, è ugualmente vero che essi sono i principali responsabili dei malesseri e dei disturbi che ci accompagnano durante i nove mesi.
L’aumento degli estrogeni provoca, infatti, ritenzione idrica e gonfiori, mentre il dilatamento dei vasi sanguigni per opera del progesterone causa ristagno di sangue nelle vene e tendenza alla formazione di vene varicose.
Il rilassamento della parete intestinale dovuto agli ormoni rallenta il processo digestivo e provoca stitichezza mentre la sovrabbondanza di produzione ormonale in gravidanza stimola il centro della nausea posto nel cervello.
Anche gli sbalzi di umore e la difficoltà di concentrazione sono legate agli sbalzi ormonali.
Infine, una curiosità: alcune donne in dolce attesa lamentano un peggioramento della vista. Questo cambiamento transitorio è legato al progesterone che, trattenendo i liquidi, rende l’occhio più gonfio e quindi modifica la curvatura di cornea e cristallino provocando o peggiorando la miopia.

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