Salute

Gli orecchioni nei bambini, sintomi e cure

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di Maris Matteucci il
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Tra le malattie più comuni nei bambini piccoli ecco che troviamo gli orecchioni (o parotite). I sintomi sono facilmente individuabili ma molto spesso questa malattia può partire con sintomi molto più generici, per esempio un po’ di malessere generale, qualche linea di febbre oppure indolenzimento dei muscoli, soprattutto nella zona del collo ed allora in questo caso diventa più complicato capire subito che si tratta di orecchioni.

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Il periodo di incubazione varia dalle due alle quattro settimane ma a distanza di circa 12 ore dai primi sintomi ecco che subito fanno capolino le classiche tumefazioni ovvero dei rigonfiamenti più o meno pronunciati nella parte dietro l’orecchio e sottostante il lobo. I rigonfiamenti talvolta possono allargarsi anche verso la zona centrale del viso, dunque verso la mandibola. Il viso del bimbo, improvvisamente, sembra ingrassato: in realtà è solo la conseguenza del rigonfiamento dovuto proprio alla parotite (le ghiandole colpite da questo virus, infatti, sono proprio le parotidi). Il gonfiore raggiunge la sua punta massima dopo circa tre giorni, quindi in modo naturale regredisce fino a scomparire del tutto nell’arco di una settimana.

La febbriciattola nel bambino può durare per tutta la settimana, fino a quando cioè le ghiandole sono infiammate. Una volta sparita l’infiammazione anche la febbre se ne andrà piano piano.

Quali sono le cure ideali per curare gli orecchioni? Come per gran parte delle malattie infettive (morbillo, varicella, sesta malattia, rosolia), non c’è una cura specifica per curare gli orecchioni. Tanto riposo e qualche vitamina è sufficiente, così come una dieta leggera che preveda l’assunzione di molti agrumi (arance e limoni) e che sia povera di grassi: in questo modo il bambino si rimetterà presto in forze.

Gli orecchioni sono contagiosi e il picco di contagiosità si ha dal giorno prima della comparsa delle prime tumefazioni, a tre giorni dopo la loro comparsa. Avrete comunque capito che si tratta di una malattia piuttosto diffusa nei bambini quindi niente panico.

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