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giochiamo a parlare? Lo sviluppo comunicativo nella prima infanzia

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di Daniela Bottarelli il
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Alla nascita il bambino entra in un mondo fatto di suoni, immagini, parole e sensazioni: il mondo della comunicazione, che abbiamo popolato con la nostra voce, i nostri gesti, le nostre parole. È il volto della madre il primo stimolo per il bambino allo scambio comunicativo.
Nell’interazione la madre guida il bambino alla conoscenza di sé e del mondo, poi poco alla volta si sviluppa la capacità di capire e di comunicare che permetterà al bambino di riconoscere, nominare ed evocare. Prevenire e/o trattare precocemente un disturbo di linguaggio, vuol dire evitare al proprio bambino un probabile, futuro, insuccesso scolastico.

La prima comunicazione del bimbo avviene attraverso il pianto, il sorriso, lo sguardo, il movimento del corpo, le vocalizzazioni. Dai 3 mesi produce suoni più svariati e simili a quelli linguistici, impara ad ascoltare quando una persona gli parla, la guarda voltando gli occhi o la testa.
Dai 9 ai 18 mesi, il bambino mostra di comprendere le espressioni semplici rivolte a lui dall’adulto.

Importante è l’apparizione del gioco, attraverso l’utilizzo corretto degli oggetti di uso quotidiano precursore delle prime parole, dell’espressione verbale, inizialmente affiancata al gesto che, gradualmente, viene abbandonato.
Da 18 a 36 mesi, il bambino sviluppa e utilizza un numero sempre maggiore di parole L’ingresso nella scuola dell’infanzia stimola ulteriormente lo sviluppo del linguaggio, grazie alla socializzazione e all’attività didattica.
Il linguaggio si struttura in maniera più precisa intorno ai 4 anni, la pronuncia è corretta.
Dopo i 4 anni migliorano le abilità di conversazione e la capacità di raccontare, dovute all’incremento dei tempi di attenzione.
Intorno a 5 anni il bambino inizia a riflettere sui vari aspetti del linguaggio.
Bisogna ricordare una cosa fondamentale: il bambino che impara a leggere e scrivere non è diverso da quello che impara a parlare e a pensare.
Un armonioso sviluppo del linguaggio rappresenta un importante segnale di benessere, un suo disturbo o ritardo può indicare difficoltà nelle altre aree dello sviluppo psicofisico e/o influenzare gli apprendimenti della lettura, scrittura e calcolo.

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