Gravidanza

Future mamme diabetiche: come affrontare la gravidanza

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di Elena Cerboncini il
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Una donna affetta da diabete può programmare serenamente una gravidanza? Fortunatamente sì, dovrà però informarsi molto bene con i propri medici di fiducia prima di tentare il concepimento e prendere una serie di precauzioni durante la dolce attesa.
Nel diabete mellito l’organismo non produce quantità sufficienti di un ormone, l’insulina, o non utilizza quest’ ormone correttamente. Durante la gravidanza la placenta secerne alcuni ormoni che possono peggiorare una situazione preesistente di diabete (quando non addirittura provocarlo: trattasi del diabete gestazionale che però di norma scompare dopo la gravidanza). In particolare l’ormone lattogeno placentare (HPL), aumenta l’insulino-resistenza, modificando l’azione dell’insulina.
Di fatto il peggioramento del diabete in gravidanza altera l’equilibrio glicemico della gestante causando una serie di disturbi che possono rendere la gravidanza a rischio: ipertensione, ipoglicemia, danno alle arterie. E non è tutto, in quanto il peggioramento della malattia con conseguente glicemia elevata aumenta il rischio di danni e malformazioni a carico del feto: difetti cardiaci, problemi renali e spinali, macrosomia (che significa bambino più grosso della norma), eccesso di liquido amniotico, ritardo di crescita fetale, difficoltà respiratorie del bambino dopo la nascita.
Come prevenire tutti questi problemi salvaguardando la propria salute e quella del nascituro? Fondamentale è il lavoro a monte, ossia cercare di avere una glicemia la più equilibrata possibile a partire dai tre mesi precedenti il concepimento. L’equilibrio glicemico deve essere il più perfetto possibile, sia al momento del concepimento, che durante la gestazione. Indispensabile quindi un controllo rigoroso della glicemia accompagnate passo passo dal proprio medico. Questo equilibrio si ottiene seguendo una dieta mirata e rivedendo insieme al medico le terapie. Donne affette da diabete non insulino dipendente dovranno sospendere gli antidiabetici orali in favore di terapia a base d’insulina; donne affette da diabete insulino dipendente dovranno rivedere i dosaggi col proprio medico.
Verranno eseguiti dei controlli più ravvicinati della glicemia insieme ai prelievi di routine; È inoltre richiesta l’auto misurazione quotidiana della glicemia. Sarà indispensabile controllare gli occhi e la funzione renale.
Il ginecologo potrebbe ritenere opportuna una misurazione glicemica più frequente con degli apparecchi che misurano la glicemia a domicilio e più volte nella giornata così che si metta in atto un controllo strettissimo del compenso del diabete. Questo consente di prendere contromisure in tempo reale: può essere necessario modificare la dieta e va praticata una regolare attività fisica. Se ciò non fosse sufficiente, si inizierà una terapia insulinica con dosaggi variabili in base all’andamento della glicemia, sotto controllo medico.
In caso di complicazioni, potrebbe essere necessario indurre il parto prima del termine; dopo la nascita il bambino sarà eventualmente seguito in neonatologia per monitorare i livelli glicemici, o l’eventuale instaurarsi di un ittero o di problemi respiratori.
Il diabete è conciliabile con l’allattamento, a patto di continuare a controllare i livelli della glicemia durante tutto il periodo in cui si allatta.
Dopo il parto la terapia di insulina verrà modificata, e la neomamma tornerà lentamente alla normalità e alle terapie seguite abitualmente prima della gravidanza.

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