Fecondazione Assistita

Fecondazione assistita: Perchè moltissime coppie vanno all’estero? Pro e contro

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di Laura Pandolfi il
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La procreazione assistita o fecondazione artificiale, anche detta PMA (Procreazione Medicalmente Assistita), indica quelle tecniche che consentono di ottenere, in presenza di sterilità o di infertilità, una gravidanza.

Essa può essere realizzata in due modi:

 1- Intracorporea: introduzione del seme in un luogo adatto a facilitare il suo incontro con l’ovulo (vagina, canale cervicale o cavità uterina). Tra le tecniche utilizzate nella fecondazione assistita intracorporea troviamo ad esempio l’Inseminazione Artificiale, che prevede il prelievo del liquido seminale e la sua introduzione all’interno del corpo femminile.

 2- Extracorporea: in cui si verifica una fecondazione al di fuori del corpo femminile, in altre parole, in provetta, per poi trasferire gli embrioni creati nel corpo della donna. Tale processo è denominato FIVET.

 La Fecondazione Assistita può essere altresì distinta tra Omologa ed Eterologa a seconda che i gameti (ovvero le cellule riproduttive: ovocita nel caso della donna o spermatozoo nel caso dell’uomo) appartengano alla coppia o ad un donatore esterno.

 In Italia a disciplinare la materia della procreazione medicalmente assistita è la lagge n.40 del 2004. Essa vieta la fecondazione assistita Eterologa, ovvero l’uso di ovuli e/o spermatozoi provenienti da donatori terzi, cui potrebbe ricorrersi per ovviare alla sterilità di uno e di entrambi i soggetti della coppia.

Questo rappresenta uno dei principali motivi per cui moltissime coppie italiane afflitte da problemi di sterilità o esposte al rischio di trasmissione di gravi malattie, si rivolgono a centri esteri per sottoporsi a trattamenti di fecondazione assistita con tecniche vietate in Italia quali: la surrogazione di maternità (madre portante che si assume l’obbligo di gestazione e parto per conto della coppia sterile) e la diagnosi preimpianto dell’embrione (che permette d’identificare la presenza di malattie genetiche in embrioni ottenuti in vitro prima dell’impianto in utero. Permette selezione di embrioni sani tra quelli ottenuti dall’unione dei gameti di coppie portatrici di malattie genetiche, in modo da impiantare solo quelli sani).

 Per aggirare i divieti della legge italiana in materia di procreazione assistita le coppie si dirigono principalmente in Spagna, Belgio e Svizzera, ma anche in Repubblica Cieca, Slovenia e Grecia. L’Inghilterra è meta meno frequente, forse anche a causa dell’alto costo della sterlina, mentre gli Stati Uniti stanno diventando luogo più frequentato dalle coppie alla ricerca di un figlio, anche grazie al dollaro più debole rispetto all’euro.

L’aspetto economico rappresenta un punto di discriminazione non indifferente in materia di fecondazione assistita, andando a sottolineare la disparità di trattamento insita nella legge per cui potranno recarsi all’estero ed accedere quindi alla fecondazione eterologa di alta qualità solo le coppie che potranno permetterselo economicamente, mentre le coppie meno agiate potrebbero tentare una forma di “turismo procreativo” più economica andando incontro a rischi più o meno alti.

 Un altro dei rischi a cui si espongono le coppie che si dirigono all’estero per sottoporsi a tecniche di procreazione assistita è quello dello sfruttamento economico. Delle ricerche dimostrano infatti che l’uso della diagnosi genetica preimpianto si sta sviluppando in modo capillare nei centri esteri, suggerendo quindi un uso incongruo di questa tecnica e a volte la sua pratica non risulta essere pienamente giustificata. Il numero di coppie portatrici di malattie genetiche è infatti esiguo rispetto al totale dei pazienti. Può esserci perciò in atto una speculazione su questo tipo di indagine che va a gravare in maniera non indifferente sui costi finali dei trattamenti.

 C’è comunque da sottolineare che la fecondazione assistita comporta rischi in generale. Pur non trattandosi di percentuali non troppo allarmanti, delle ricerche dimostrano che i bambini nati da fecondazione artificiale registrano un numero di malformazioni superiore a quello di bambini concepiti naturalmente e che i bambini nati attraverso questo tipo di tecniche tendono a presentare il 30% in più di difetti congeniti.

Un’ altra complicanza che riguarda sia la donna sia l’embrione è la formazione di gravidanze multiple. In natura le gravidanze gemellari sono dell’1,25%, la gravidanze trigemellari sono rarissime (0,01%). Ma in seguito alle tecniche di fecondazione assistita, le gravidanze multiple si collocano tra il 4,3 e il 22%. Queste gravidanze dipendono dal numero di embrioni trasferiti nelle tube o nell’utero, dato che si usa impiantare un numero di embrioni fra tre e 5 per aumentare le possibilità di successo. In questi casi quindi la donna rischia di andare incontro a gravi anemie o a parti pre-termine e gli embrioni invece vanno incontro ad alte probabilità di aborto spontaneo.

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