Fecondazione Assistita

Fecondazione assistita: divario tra Nord e Sud

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di Valeria Notaro il
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Anche per quanto riguarda il tema della fecondazione assistita c’è un enorme divario tra il Nord e il Sud. A questo proposito il fenomeno del turismo riproduttivo, che spinge le coppie che vogliono avere un figlio ad andare in quei paesi dove la legge è più permissiva, non riguarda solo i viaggi all’estero, ma ci si sposta anche all’interno del paese, da regioni, dove l’offerta pubblica è scarsa a regioni, prima tra tutte la Lombardia, dove le strutture sono più attrezzate.

Città come Milano, Bergamo, Brescia, Mantova hanno un centro pubblico che assimila le domande, anche regioni come la Toscana copre le richieste dell’intera regione. Inoltre, grazie all’efficienza di strutture pubbliche situate in queste regioni, costringe il settore privato a mantenere i costi bassi.

La situazione, invece, non è tra le migliori in Lazio, Campania, Calabria e Puglia, in queste regioni, le coppie sono costrette a scegliere tra mettersi in una lunga lista di attesa, si parla di attese per oltre 2 anni, oppure pagare fino a 6000 euro in centri privati. La scelta a volte ricade per forze di cose verso il privato, in quanto le coppie infertili non possono aspettare per 2 anni, visto che l’età è uno dei fattori che più condizionano le probabilità di successo della fecondazione assistita.

I numeri confermano questo divario: il 24% dell’attività nazionale, per esempio, si concentra in Lombardia che accoglie il 21% di non residenti, il Friuli Venezia Giulia il 54% e la Toscana il 40%.

 

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