Fecondazione Assistita

Fecondazione artificiale all’estero

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di Cinzia Caserio il
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Quando la cicogna non arriva, gli italiani partono per trovarla. Il turismo procreativo è diventato molto frequente a causa delle limitazioni imposte dalla legge 40, alimentando un fenomeno che desta qualche preoccupazione. Secondo Andrea Borini, presidente di Cecos Italia (terapia della sterilità e fecondazione assitita) e dell’Osservatorio turismo procreativo, si tratta di veri e propri “viaggi della speranza”. I pazienti si troverebbero infatti ad affrontare difficoltà economiche e psicologiche non indifferenti nella ricerca di un figlio all’estero.

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Secondo alcune ricerche, la Spagna sembra essere la meta preferita dagli italiani, cui seguono a ruota i paesi dell’Est europeo, scelti per i costi accessibili. Inoltre, un centro in Repubblica Ceca offre anche la fecondazione eterologa, non permessa in Italia; in Slovenia e in Turchia si dirigono il 10-20% delle coppie italiane. La Svizzera, il Belgio, la Gran Bretagna e gli Usa restano le mete predilette dai pazienti più facoltosi.

Ma quali sono le limitazioni imposte dalla legge 40? Cerchiamo di fare chiarezza. Innanzitutto, in Italia non è permessa la donazione di ovuli, sperma ed embrioni. È invece consentita la fecondazione omologa, che prevede la donazione dei semi di entrambi i partner, qualora non riescano a concepire in modo naturale. Al contrario, è vietata la pratica dell’utero in affitto, in cui l’embrione viene impiantato nell’utero di un’altra donna. Allo stesso modo è vietata la procreazione assistita alle coppie omosessuali o ai single.

Secondo uno studio pubblicato da Human Reproduction, le coppie che ogni anno partono alla ricerca della cicogna in Europa sono circa 14 mila. Di queste, il 31,8% sono italiane, e la maggioranza (due su tre) cerca la fecondazione eterologa. In molti sostengono poi di andare all’estero per via della confusione presente sulla legge 40. Tuttavia, il ginecologo Claudio Giorlandino, segretario nazionale della SI DiP (Società Italiana di Diagnosi Prenatale e Medicina Materno-Fetale) sostiene che dal 2004 (anno dell’entrata in vigore della legge) sono stati fatti molti passi in avanti. Ad esempio, oggi è possibile fare la diagnosi genetica anche nel nostro Paese. Nel frattempo, grazie al passaparola molte coppie decidono comunque di partire, alla ricerca di quel figlio tanto voluto, per cui sono pronti ad affrontare qualsiasi ostacolo.

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