Gravidanza

Farmaci in gravidanza, ma quali sono ammessi e quali no?

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di Elena Cerboncini il
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E’ opinione generalmente condivisa che i farmaci vadano assunti solo in caso di effettiva necessità perché spesso presentano degli effetti collaterali, sopratutto in gravidanza.

Il rischio maggiore per una donna incinta deriva dagli effetti teratogeni presentati da alcuni farmaci: in altre parole assumere i medicinali in gravidanza può causare malformazioni al feto. Una ricerca scientifica condotta in Danimarca e pubblicata sul British Medical Journal, inoltre, evidenzierebbe un più alta probabilità che si verifichi un aborto spontaneo nelle prime settimane di gravidanza laddove si assumano analgesici ed antinfiammatori.

Fermo restando che in gravidanza, prima dell’assunzione di qualsiasi medicinale, bisogna sempre consultare il proprio ginecologo; tuttavia, aldilà di particolari condizioni terapeutiche, per quanto sia sempre meglio evitarne il consumo si possono assumere alcuni farmaci in gravidanza, ma quali sono ammessi e quali no?

L’unico medicinale realmente consentito senza alcuna controindicazione è il paracetamolo. Quindi in caso di febbre, raffreddore o influenze può tranquillamente ricorrere a farmaci contenenti paracetamolo in gravidanza, come l’Efferalgan o ad altri prodotti equivalenti, a patto ovviamente di non superare le dosi consigliate sul bugiardino e assumere il farmaco per il tempo strettamente necessario.

Invece, l’acido acetilsalicilico è vitato in gravidanza –  no alla classica aspirina, per capirci – che potrebbe causare emorragie perinatali; tra gli antidolorifici sconsigliati anche ibuprofene e ergotamina.

Se soffrite di stitichezza in gravidanza, evitate i lassativi che potrebbero provocare contrazioni uterine, e rivolgetevi piuttosto agli integratori di fibre, che potrete facilmente reperire in farmacia, senza necessità di ricetta medica.

Massima allerta invece per antibiotici, cortisonici e antiepilettici che potrebbero causare gravi problemi al feto: in particolare, le tetracicline possono determinare malformazioni ossee, la streptomicina può provocare sordità e i sulfamidici possono causare ittero nei neonati e reazioni allergiche nella madre.

Sconsigliati anche i farmaci per curare ansia e insonnia, poiché le benzodiazepine causano una caduta di tono e vitalità nel feto.
Anche gli antistaminici in gravidanza andrebbero evitati, seppure per questa categoria di farmaci non esistano evidenze scientifiche che dimostrino in che modo nuocciano al nascituro; alcuni infine antiemetici possono essere assunti in gravidanza, dietro consiglio medico.

Al di là di queste considerazioni di ordine generale, le future mamme che necessitino obbligatoriamente di terapie e farmaci specifici, potranno costruirsi terapie su misura con l’aiuto del ginecologo che saprà individuare, anche all’interno delle categorie a rischio come gli antibiotici, quale singolo farmaco e quale principio attivo possano essere somministrati senza effetti nocivi.

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