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Famiglia allargata ma serena? Si può!

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di Michela Gregoris il
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Genitori acquisiti, figli acquisiti, fratelli e fratellastri: le famiglie al giorno d’oggi possono essere molto diverse fra loro, e le famiglie allargate o famiglie polinucleari sono una realtà che esiste e che non si può ignorare; ma trovare equilibrio e serenità è possibile.

“Tutte le famiglie felici sono simili fra loro, ogni famiglia infelice è infelice a modo suo”. È l’incipit di Anna Karenina ed è forse l’incipit più famoso del mondo, ma diciamoci la verità, ne è passato di tempo da quando è stato scritto e le cose in ambito familiare sono cambiate, e non poco.
Se un tempo era difficile che una coppia divorziasse o si separasse, se i figli fuori dal matrimonio erano pochi e spesso nemmeno riconosciuti, oggi le cose sono ben diverse. Non migliori o peggiori, ma diverse. Le famiglie allargate, dove genitori separati e con figli vanno a formare nuovi legami e quindi nuovi nuclei familiari, sono una realtà sempre più presente nella nostra società. I casi sono molto diversi, le difficoltà dipendono anche dal tipo di rapporto che è rimasto fra i genitori che non stanno più insieme, ma alcune difficoltà comuni si possono analizzare, prevenire o risolvere.

Non staremo certo qui a raccontare la storiella che possa essere tutto facile: non lo è, soprattutto per i bambini che devono adattarsi a una vita diversa rispetto a quella che hanno vissuto finora o, se ancora piccoli, saranno comunque un po’ “sballottati” da una casa all’altra.
Ma se la separazione dal partner è l’unica soluzione possibile, ci sono alcune cose da tenere ben presente.

Innanzi tutto è importante tenere il bambino fuori dal conflitto di coppia: i figli non ne sono responsabili e soprattutto non devono essere una valvola di sfogo, ma nemmeno un confidente con cui lamentarsi dell’ex. Per il bambino deve essere importante soltanto il ruolo che avete e che dovete mantenere, e la sicurezza di avere sempre il vostro affetto e di poter contare su entrambi i genitori.

Se uno o entrambi i genitori hanno dei nuovi partner, è bene che prima di coinvolgere il bambino nella nuova relazione si sia raggiunta una certa stabilità come coppia: evitare di portarsi dietro il bagaglio emotivo residuo dalla relazione fallita precedente e risolvere in generale i propri problemi nelle relazioni con gli altri (in caso anche con l’aiuto di un professionista, se necessario) è importante per evitare, in futuro, una seconda separazione che possa destabilizzare ulteriormente i figli.

Nel momento in cui si crea un nuovo nucleo familiare, è necessario che i ruoli siano ben definiti: se il bambino vede regolarmente entrambi i genitori, è ovvio che i nuovi partner non dovranno mai sostituirsi ai genitori naturali: a mamma e papà spetta infatti l’educazione dei figli, ma questo non significa che anche i nuovi partner non abbiano un ruolo nella vita del bambino, dal punto di vista affettivo e come nuovi compagni del genitore; inoltre, avere altre persone su cui contare e con cui instaurare relazioni di complicità deve essere visto come aspetto positivo.

Mantenere una mentalità aperta è essenziale per portare avanti una cosiddetta famiglia allargata: se i genitori accettano i nuovi partner dei rispettivi ex e se questi ultimi accettano il proprio ruolo, che non si sostituisce a quello di mamma e papà, allora è possibile trovare un equilibrio, che si rispecchierà positivamente anche nella vita del bambino.

Inoltre è bene fare in modo che il bambino abbia una vita il più possibile regolare: mantenere gli stessi orari per le stesse attività (pasti, ora di andare a nanna e altro) a casa di entrambi i genitori aiuta anche il piccolo a superare meglio il disorientamento di cui sarà senz’altro vittima nei primi tempi, come anche mantenere orari regolari per quanto riguarda le giornate in cui si sposterà a casa del genitore al quale non è affidato.

La separazione dei genitori non è mai una esperienza positiva, e non è nemmeno una situazione semplice, per i figli in primis, ma anche per i genitori. In ogni caso, è necessario fare in modo che diventi positiva nel tempo: se i rapporti fra i genitori restano comunque rispettosi, se i disaccordi rimangono al di fuori dalla vita del bambino, se la separazione porta la serenità che in coppia non si riusciva più a trovare, e se, come dovrebbe essere sempre, si mettono gli interessi del bambino davanti ai propri o ai propri rancori, l’esperienza da negativa può trasformarsi in un’opportunità. L’opportunità per un bambino di veder raddoppiare l’affetto, nonostante tutto. L’opportunità per “i grandi” di imparare a risolvere i conflitti in maniera matura in favore della serenità dei più piccoli.

Insomma, non ce ne voglia Tolstoj, ma non tutte le famiglie felici sono simili fra loro.

 

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