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Enuresi notturna dei bambini: come intervenire?

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di Elisa Di Mattia il
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L’enuresi notturna dei bambini, ossia la perdita di urine durante il sonno in un’età in cui il controllo degli sfinteri dovrebbe essere già acquisito, è un fenomeno piuttosto frequente e facilmente risolvibile.

Intorno ai 2-3 anni la maggior parte dei bambini impara a controllare volontariamente la vescica, in genere prima le femminucce e poi i maschietti. Tuttavia fino a i 4-5 anni possono esserci ancora degli alti e bassi e può succedere che il bambino, durante la notte, bagni ancora il letto.

L’enuresi notturna può essere ‘primaria’, quando il bambino non ha mai acquisito il controllo notturno degli sfinteri o ‘secondaria’, quando cioè dopo aver raggiunto il controllo della vescica per almeno 6 mesi, il bambino torna a fare pipì a letto.

Nel primo caso, se è monosintomatica, ossia non associata ad altri problemi vescicali durante il giorno, le cause possono essere il mancato risveglio o l’eccessiva produzione di urina di notte a causa della carenza di un ormone ‘antidiuretico’. Nel secondo caso, invece, le motivazioni possono essere rintracciate in cause psicologiche o in fattori di natura urologica.

In ogni caso è fondamentale tranquillizzare i piccoli e non colpevolizzarli, cercando di rassicurali dicendo loro che è un fenomeno comune e che presto si risolverà.

Tuttavia, se dopo i 4-5 anni il problema persiste, è sempre meglio contattare un pediatra per cercare di rintracciare la causa del problema ed eventualmente intervenire con trattamenti mirati. Anche se l’enuresi notturna è quasi sempre un fenomeno temporaneo destinato a scomparire con la crescita, è un problema che va approfondito.

Ma come intervenire nel caso in cui nostro figlio continua a bagnare il letto durante la notte?

– Il primo passo è cercare di quantificare il fenomeno tenendo il conto delle notti asciutte e di quelle bagnate nell’arco di due settimane, oltre che degli episodi durante la notte.

– Cercare di capire se si tratta di enuresi primaria o secondaria e se il fenomeno della perdita di pipì notturna è associata o meno a problemi vescicali anche durante il giorno.

– Verificare se c’è una familiarità e, se si tratta di enuresi secondaria, rintracciare eventuali disagi psicologici che possono aver provocato il fenomeno, come la nascita di un fratellino, l’inizio della scuola o episodi traumatici.

– Se l’enuresi notturna persiste dopo i 5-6 anni, si può valutare la possibilità di ricorrere a trattamenti mirati, come la somministrazione di desmopressina, un farmaco che riduce la produzione di urina durante la notte, e l’applicazione dell’allarme notturno.

– Se il problema è da ricondurre ad una vescica iperattiva, si può intervenire con l’uroterapia, per la rieducazione vescicale.

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