Gravidanza

Ematoma retroplacentare

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di Valentina Molinero il
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Lo sappiamo tutte, la placenta è l’organo che permette al bambino di vivere e serve a dare ossigeno al feto e a nutrirlo. Grazie alla placenta il bambino crescerà e sarà protetto, rimanendo legato alla madre fino alla nascita. Può capitare però che la placenta non si inserisca correttamente o che si stacchi, dando luogo a pericolose emorragie che mettono a repentaglio l’incolumità della gestante e del feto, per questo motivo è sempre bene capire quali sono i rischi e riconoscerne i sintomi.

Il primo indizio di una gravidanza che potrebbe avere problemi sono le perdite di sangue, in particolare durante il terzo trimestre di gravidanza è necessario fare molta attenzione poiché potrebbe presentarsi un distacco della placenta che può essere di due tipi: placenta previa oppure ematoma retroplacentare. Ovviamente le perdite ematiche non sempre sono dovute a problemi gravi ma è comunque bene fare un controllo. La placenta previa è un distacco della placenta inserita in basso mentre l’ematoma retroplacentare vorrebbe dire un distacco della placenta normalmente inserita, questo caso ovviamente è più grave poiché vuol dire che è in atto un’emorragia dovuta al distacco tra placenta e parete uterina. Le caratteristiche che permettono di distinguere un ematoma retro placentare dalla placenta previa sono essenzialmente quattro:

– L’utero sempre contratto

– Dolori intensi

– Emorragie intense

– Sangue di colore rosso scuro

Il rischio che corrono coloro che soffrono di un ematoma retro placentare, disturbo che si presenta solitamente nel primo trimestre di gravidanza, è quello tramite il distacco della placenta di lasciare il bambino senza nutrimento e quindi fargli rischiare la vita, mentre la madre a causa dell’emorragia può avere problemi di coagulazione. Le cause che possono provocare questo tipo di ematoma sono davvero moltissime, possono scaturire dal diabete, da un forte trauma addominale come una caduta, ma anche da un rialzo della pressione arteriosa, un’eccessiva quantità di liquido amniotico, una gravidanza plurima, un utero che si contrae molto.

Il modo migliore per capire se si soffre di questo disturbo è fare un esame ecografico, se il ginecologo dovesse rendersi conto di un ematoma retro placentare provvederà a prescrivere una terapia farmacologica e molto riposo per la madre, nel caso in cui ci si trovi all’inizio della gravidanza; in casi molto rari l’ematoma potrebbe presentarsi dopo la dodicesima settimana, in questo caso è bene ricoverarsi in ospedale ed essere continuamente monitorate, in casi molto gravi, e se la gravidanza è andata molto oltre, i medici potranno anche decidere di procedere con il parto. Potranno scegliere per un parto naturale nel caso in cui venga fatto subito, poiché il distacco della placenta potrebbe intaccare la salute del bambino e della madre, oppure potranno scegliere un taglio cesareo d’urgenza, che nella gran parte dei casi consente di far nascere il bambino in buona salute. In casi molto gravi il medico dovrà procedere anche alla rianimazione della madre, che a causa dell’emorragia potrebbe aver perso troppo sangue ed essere svenuta. Il modo migliore per prevenire qualunque problema con la placenta, è quello di restare sempre sotto controllo e in caso di perdite è bene rivolgersi al proprio medico.

 

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