Educare un figlio

Educare il bambino a fare i compiti

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di Valentina Molinero il
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La scuola è iniziata già da qualche mese e per le mamme comincia un grande problema, adesso che i bimbi vanno a scuola è necessario occuparsi dei compiti.

L’Italia è l’unica nazione le cui scuole danno compiti a casa ma è anche necessario dire che i compiti sono molto importanti perché responsabilizzano i bambini, li rendono grandi e li preparano alla vita. Però è anche vero che non tutti sono predisposti allo studio e questo si vede fin da piccoli, quindi il nostro compito come genitori è quello di educare il bambino a studiare, fargli capire che è importante ed educarlo a fare i compiti magari mettendoci accanto a lui.

Partiamo da alcune piccole precisioni: fin dalla prima elementare i compiti a casa sono assegnati diversamente da come lo si faceva in passato, si danno seguendo il programma settimanale e quindi può capitare che vengano assegnati anche per giorni consecutivi, questo aspetto è importante perché permette ai bimbi fin da piccoli di programmarsi il lavoro. Dato che questo aspetto non è sempre comprensibile per i giovani alunni, il vostro primo compito è quello di insegnare al bambino a programmare, si deve far capire al proprio figlio che può organizzarsi in base ai suoi impegni e anticiparsi il lavoro che oggi è più libero di domani.

Altro aspetto significativo è quello di responsabilizzare i piccoli, facendogli capire che è una loro responsabilità che noi possiamo aiutarli ma domani a scuola vanno loro senza compiti. Molti genitori, nonostante seguano queste semplici regole, non riescono comunque a far fare i compiti ai propri bambini ne da piccoli ne da grandi, proprio per questo motivo abbiamo deciso di consigliare delle semplici e ferree regole che possano aiutare tutti, grandi e piccini, ad avere un approccio giusto con la scuola:

  •  La prima cosa, quando ci si trova di fronte ad un figlio che va a scuola e deve svolgere i compiti, è quello di scegliere insieme i tempi e gli orari giusti. Ci sono bambini che preferiscono farli subito dopo pranzo, dopo il riposino o magari dopo lo sport perché scaricando lo stress sono più attenti. Il momento della giornata non importa, la cosa importante è che voi scegliate l’orario in base al vostro piccolo, così da permetterli di rendere al meglio.
  • Seconda regola, impostazione ludica. L’approccio migliore specialmente durante i primi anni di scuola è quello di una specie di gioco, regoli, puzzle con le lettere, scommesse su cosa c’è scritto, ecc. Rendere i compiti appetibili e divertenti insomma.
  • Fare i compiti giorno per giorno, insegnargli che è il suo lavoro e che è quotidiano esattamente come quello di mamma e papà.
  • Quarta regola scegliere il luogo giusto per i compiti, non è giusto avere la tv accesa ma neppure farlo in una stanza adibita ad altro come la cucina. I bambini devo diversificare i luoghi di lavoro, quelli comuni e quelli di gioco.
  • I tempi di studio non devono essere troppo dilatati, si deve dividere in maniera equa il tempo dello studio con quello del gioco e nessuno deve togliere tempo all’altro. Inoltre è bene, nel caso di un carico di lavoro molto ampio, fare delle pause.
  • Un altro consiglio utile può essere quello di dare al proprio figlio degli obiettivi e premiarlo per i traguardi raggiunti.
  • Nel caso di figli più grandi, più essere di aiuto insegnare loro che prendere appunti può essere d’aiuto per imparare meglio la lezione.
  • Per finire è bene avere l’abitudine, a fine giornata di controllare insieme i compiti, la lezione. Così che il bambino si sente supportato e controllato, vivendo in prima persona la vostra partecipazione.

Queste sono regole banali ma spesso, quando si tratta dei nostri figli, non riusciamo a mantenerle, passiamo interni pomeriggi a pregare il proprio figlio di studiare, lo puniamo, accendiamo la tv, cediamo ai ricatti e a fine serata facciamo noi i suoi compiti. Ovviamente è bene fare attenzione a delle difficoltà che il bimbo può avere in alcune materie, così da dargli una mano ma se il bambino presenta lo stesso atteggiamento su tutte le materie forse è svogliato o noi non stiamo usando la tecnica giusta. I compiti sono il suo impegno e non il nostro, la responsabilità è la sua e a volte è bene avere il coraggio di mandarlo a scuola senza compiti fatti. Un voto basso, una nota o semplicemente il confronto con gli altri può portare il bambino a responsabilizzarsi, un buon genitore non deve fare i compiti a posto del proprio figlio ma mandarlo in classe impreparato così da far sperimentare a lui le conseguenze.

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