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Educare i bambini alle buone maniere: missione impossibile?

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di Elisa Di Mattia il
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Rispondere ai saluti, dire ‘grazie‘, chiedere ‘per favore’: azioni che a noi ‘grandi’ sembrano scontate, ma che ai bambini possono risultare superflue e inutili se non gli vengono insegnate sin da piccoli.

Giustificare un comportamento poco educato da parte di un bambino solo perché ‘è ancora piccolo’ non solo è controproducente, ma rischia di trasformare la mancanza di buone maniere in un’abitudine difficile da correggere.

Partendo dal presupposto che per educare i bambini alle buone maniere bisogna dare, innanzitutto, il buon esempio, si può cominciare ad insegnare le buone norme di comportamento già da piccolissimi, e comunque quando il bambino è in grado di comprendere ciò che gli si sta dicendo.

Educare i bambini alle buone maniere: missione impossibile? Assolutamente no, basta avere pazienza, costanza e fermezza, lodando il bambino quando fa qualcosa di giusto e, allo stesso tempo, cercando di spiegargli perché invece altri tipi di comportamento sono sbagliati.

Vediamo allora quali sono le prime regole di buona educazione che possono essere insegnate ai bambini, con qualche consiglio su come poterle far applicare facilmente e con serenità.

Salutare. Dire ‘ciao’, ‘buongiorno’, ‘arrivederci’, per salutare una persona che incontriamo per strada o che è venuta a trovarci a casa è un’abitudine che i bambini dovrebbero imparare sin da piccoli. All’inizio possono farlo solo con il gesto della manina, poi, con l’acquisizione del linguaggio, non sarà difficile abituarli a dire ‘ciao’ anche a parole.

Ringraziare. Insegnare a dire ‘grazie’ quando si riceve qualcosa, così come ‘prego’, è un’altra di quelle abitudini che i bambini dovrebbero imparare sin da subito. È una dimostrazione di rispetto e di apprezzamento nei confronti degli altri e un segno di buona educazione che i genitori devono insegnare dando per primi il buon esempio.

Aspettare il proprio turno. Non è molto educato interrompere qualcuno mentre sta parlando. I bambini non lo percepiscono come un errore e tendono spesso a interrompere i discorsi dei ‘grandi’ per far valere le loro richieste. Cerchiamo di spiegargli che non si può parlare tutti insieme contemporaneamente e che bisogna aspettare che la persona che sta parlando abbia finito prima di intervenire. Quando toccherà a lui, prestiamogli attenzione, così da rafforzare la sua determinazione a rispettare i turni.

Riordinare. Insegniamo ai nostri figli a tenere in ordine la propria cameretta e a rimettere a posto dopo aver giocato. Una buona abitudine che inizia a casa propria ma che deve valere anche quando si va in casa d’altri o si è in un luogo pubblico. Solo così i bambini potranno imparare ad avere rispetto per oggetti e ambienti.

Rispettare gli altri. Quando iniziano ad essere un po’ più grandicelli, bisogna insegnare ai bambini ad avere rispetto degli altri, in particolare delle persone anziane, facendole ad esempio passare per prime quando si apre una porta per entrare in un edificio. Allo stesso tempo abituiamoli a ringraziare se, ad esempio, qualcuno ci lascia la porta aperta e ci fa passare.

Saper perdere. Cerchiamo di insegnare ai bambini lo spirito sportivo. C’è la volta in cui, in un gioco o in uno sport, si vince e quella in cui si perde: in entrambi i casi bisogna essere sempre rispettosi dell’avversario, a prescindere dal risultato.

Rispettare le differenze. Educhiamo sin da piccoli i nostri figli al rispetto delle differenze di cultura, razza e religione: cerchiamo di fargli capire quanto può rivelarsi interessante la conoscenza di abitudini e tradizioni diverse dalla propria.

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