Dove Partorire

E’ meglio partorire in un grande ospedale o in uno piccolo?

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di Francesca Rolle il
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Quando si deve scegliere l’ospedale in cui partorire, molte variabili vanno prese in considerazione. Spesso non si può scegliere, perchè, per problemi legati alla gravidanza, si è obbligate a partorire in certe strutture con certi requisiti, oppure perchè si abita in posto in cui non c’è molta scelta di punti nascita ma, nella maggior parte dei casi, scegliere è possibile e una delle variabili da considerare è la dimensione dell’ospedale e, allora, ci si chiede: meglio un ospedale piccolo o uno grosso?

I pro e i contro dell’ospedale “grosso”

Gli ospedali di grandi dimensioni si trovano soprattutto in grandi città. Sono ospedali in cui nascono migliaia di bimbi all’anno e che, grazie al grande numero di parti, vantano esperienza, tecnologia adeguata e tempestività di intervento. Sono i così detti ospedali di primo livello, dove anche i parti pre termine sono all’ordine del giorno. I vantaggi di partorire in posto così strutturato riguardano soprattutto la sicurezza di essere seguite da personale altamente qualificato ed esperienziato che, supportato dalle migliori tecnologie, è in grado di intervenire tempestivamente in qualsiasi caso di emergenza. Tecniche e tendenze di ultima generazione sono assicurate a chi decide di partorire nei colossi della sanità italiana. Per contro, però, partorire in un ospedale di grandi dimensioni significa essere un numero e, dunque, magari non poter ricevere delle attenzioni in più sul lato umano. Bisognerà, inoltre, essere pronte a convivere con culture e usi molto diversi dai propri, visto che, in genere, gli ospedali strutturati, essendo in grandi città, sono frequentati da persone di ogni cultura ed etnia.

I pro e i contro degli ospedali piccoli

Partorire in un ospedale di secondo livello è possibile solo se il parto è a termine e la gravidanza è ai limiti del fisiologico. Si tratta, in genere, di ospedali di provincia che contano un numero di parti annuo tra i 500 e i 1000 e che, per questa ragione, non dispongono del know how presente in un ospedale più strutturato. Spesso, in caso di imprevisti, si rende necessario il trasferimento della donna e/o del neonato in un altro ospedale più attrezzato e questo può essere molto destabilizzante, soprattutto in un momento già delicato come quello del parto.
I vantaggi di partorire in un ospedale più piccoli sono però tangibili sul lato umano: il personale avrà più tempo di supportare le partorienti, anche moralmente, e anche l’allattamento potrà essere avviato in modo più sereno grazie all’attenzione delle ostetriche.

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