Coppia e Gravidanza

Dovete sposarvi? Cosa cambia facendolo, per voi e vostro figlio

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di Laura Pandolfi il
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L’articolo 29 della Costituzione riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio. Eppure già da tempo la Cassazione ha affermato che la cosiddetta famiglia di fatto trova tutela nella Costituzione stessa, indicandola come una “formazione sociale in cui si attua la personalità dell’individuo.”

matrimonio

Già da tempo la legge italiana ha cercato di eliminare le differenze di trattamento tra figli legittimi (nati da genitori sposati) e figli naturali (nati da coppie non sposate). Ma nonostante questi passi avanti in materia di Diritto di Famiglia, la battaglia delle coppie di fatto per la completa parità di diritti è ancora lunga e il matrimonio rimane ancora un’istituzione fondamentale per poter usufruire di vantaggi in molti campi, da quello dell’eredità fino ai benefici fiscali.

Andando più nel dettaglio potremmo parlare delle detrazioni fiscali: se in una coppia sposata uno dei due non lavora, egli può risultare a carico del coniuge garantedogli delle detrazioni fiscali calcolate direttamente in busta paga. Se, invece, a trovarsi nella stessa situazione fosse una coppia non spostata il convivente disoccupato non potrà risultare fiscalmente a carico dell’altro.

Per quanto concerne l’acquisto di un’abitazione che, per la maggior parte delle coppie,  implica la richiesta di un mutuo, la legge prevede, quando la casa è cointestata, il diritto per uno dei due coniugi di detrarre gli interessi del mutuo stesso. Nel caso di coppia semplicemente convivente ognuno potrà detrarre solo la sua parte con il rischio di perdere una parte della detrazione.

Arriviamo ora a prendere in esame il caso di una coppia sposata che decide di separarsi: l’assegno di mantenimento potrà essere detratto interamente dal reddito. Mentre in una coppia di fatto, non essendo la convivenza riconosciuta civilmente, non  si avrà diritto ad alcuna forma di mantenimento in caso di separazione.

 Ed i figli? Come già detto i figli di genitori non sposati (i cosiddetti figli naturali) hanno gli stessi diritti  e doveri di figli legittimi nei confronti dei genitori: essere mantenuti, educati e cresciuti. Nel diritto successorio essi però non hanno legami con ascendenti e collaterali dei loro genitori, parliamo quindi di nonni e zii. Questo è importante non tanto per questioni di eredità, ma più che altro per questioni di affidamento in caso di perdita di entrambi i genitori. Infatti la questione implica che, giuridicamente, nonni e zii siano considerati degli estranei, anche se generalmente il giudice tiene conto dei reali legami affettivi per disporre l’affidamento. Presto un nuovo disegno di legge dovrebbe però eliminare anche queste ultime differenze.

Riguardo l’affidamento un problema più concreto si verrebbe a creare nelle coppie non spostate nel caso in cui i due genitori conviventi decidessero di separarsi. Nella coppia sposata infatti l’affidamento dei figli è trattato nel contesto della separazione al cospetto di un tribunale civile ordinario. In caso di coppia di fatto, invece, l’affidamento dei figli è competenza dei tribunale per i minori.

Dal 2006 questi due diversi tribunali sono tenuti ad attuare le medesime norme, ovvero la legge sull’affidamento condiviso. Eppure i metodi e le procedure tra i due rimangono comunque differenti: il giudice del tribunale dei minori è abituato a fare uso dei servizi sociali e di strumenti di indagine per appurare gli atteggiamenti dei genitori ed il collegio giudicante non contiene solo magistrati ma anche psicologi.

La conclusione vien da sé, nonostante i passi avanti del Diritto di Famiglia per garantire maggiori diritti alle coppie di fatto, il matrimonio rimane ancora un’istituzione regolata da norme che rappresentano una forma di garanzia per la famiglia e per i figli che la compongono.

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