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Donne allo specchio: come imparare a piacersi davvero?

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di Marianna Pilato il
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Sembra che le donne passino più di un quarto d’ora al giorno a guardarsi allo specchio: voi che impressione avete di voi stesse quando vi specchiate? Vi piacete oppure non fate altro che notare i vostri difetti fisici?

Come spiegano gli psicoterapeuti, la visione che abbiamo di noi è qualcosa di più di un semplice riflesso nello specchio. La figura che ci appare sulla lastra di vetro corrisponde a come noi ci pensiamo e immaginiamo; è la somma di più fattori: l’educazione ricevuta, le esperienze fatte, i condizionamenti culturali. Spesso, fra l’altro, succede che il giudizio personale cambia con il mutare delle proprie emozioni e dello stato d’animo; capita a tutte del resto, anche alle celebrities più invidiate al mondo, di avere una giornata no e di non accettarsi per come si è.

Inoltre è possibile che il non piacersi sia dovuto da un’esperienza che in passato ha compromesso la propria autostima, per esempio delle critiche fatte da amici, genitori o partner che sono rimaste impresse in maniera negativa, ma il motivo dietro cui si nasconde tale insicurezza al giorno d’oggi può consistere altrettanto facilmente dal ruolo giocato dai mass media nell’imporre stereotipo di donna – sempre giovane, in forma, perfetta e attraente – molto lontano dal reale.  Sono tanti i pensieri negativi che attraversano la mente delle donne allo specchio: come imparare a piacersi davvero? 

Proviamo innanzitutto a osservarci allo specchio non per piacere agli altri, ma innanzitutto per vedere noi stesse: è fondamentale imparare a amare se stessi e a valorizzare le proprie caratteristiche, qualunque esse siano, per trovare poi qualcuno che ci ami e ci accetti così come siamo, o solo per renderci conto che certi difetti in realtà non esistono, sono solo nella nostra mente e questo chi ci ama, lo sa.

Per raggiungere tale scopo risulta molto utile trovare il tempo per riflettere su noi stesse e sulla nostra fisicità. In questo senso aiuta molto la “mindfulness”, ovvero una forma di meditazione che induce a uscire dagli automatismi nocivi, a essere più consapevoli del proprio corpo e delle proprie azioni e a migliorare le relazioni con chi ci circonda e ci vuol bene.

I rapporti sinceri con gli altri, in particolar modo, sono una risorsa preziosa poiché se positivi riescono a colmare il senso di inadeguatezza che stiamo cercando di eliminare.

 

 

 

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