Salute

Daltonismo infantile

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di Chantal De Honestis il
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Il daltonismo, scoperto alla fine del 1700 da un fisico britannico che ne era affetto, è un’anomalia congenita della percezione dei colori. Chi soffre di questa patologia non è in grado di distinguere colori diversi perché elimina alcuni toni dallo spettro dei colori. Nella maggioranza dei casi il daltonismo colpisce la popolazione maschile, sono lo 0,5% delle donne ne è affetta.

Nella maggioranza dei casi è un disturbo genetico che si trasmette in genere a generazioni alterne ed è causato dalla  mutazione di un gene, che si trova sul cromosoma sessuale X. Questo cromosoma è unico negli uomini (XY) e doppio nelle donne (XX).

Nella retina ci sono dei fotorecettori che reagiscono alla luce riflessa e si chiamano coni e bastoncelli. Troviamo 3 tipi diversi di coni che sono sensibili alle lunghezze d’onda che corrispondono al rosso, al verde e al violetto. Nella maggior parte dei casi l’alterazione dei coni riguarda la visione del verde e del rosso. I tipi di daltonismo sono:

Protanopia: che impedisce di riconoscere il rosso

Deuteranopia: rende incapaci di distinguere il verde

Tritanopia: molto raro e coinvolge la percezione del viola

Diacromatopsia: chi ne soffre potrà vedere il mondo solo in bianco e nero

Diagnosticare in età infantile la presenza o meno di daltonismo non è una cosa per nulla semplice. Generalmente infatti, si comincia ad avvertire il problema nell’età della scuola materna quando, attraverso i giochi, il bimbo viene maggiormente a contatto con la scala dei colori. Per un bimbo i colori rivestono un ruolo importante nella fase di apprendimento. Ma visto che a quell’età il bambino non ha ancora un linguaggio che gli permette di definire e chiamare correttamente colori e forme, riconoscere il daltonismo, con i test di cui si dispone, spesso risulta problematico.

I test più frequenti infatti, consistono nell’individuare delle forme in disegni fatti da puntini colorati (verde, rosso, arancione, giallo, blu, viola, beige e marrone) e altrettanti puntini bianchi. I test che sono stati pensati e studiati per i bambini sono degli adattamenti delle tavole “pseudocromatiche” e  possono essere fatti a partire dai 3 anni di vita e verranno eseguiti dall’oculista.

Le tavole presentano disegni facilmente riconoscibili: un pesce, una farfalla, un treno, una barca a vela. In alcuni casi, anche per ottenere una ulteriore conferma, i bambini possono essere sottoposti al “test dei fili colorati”: al piccolo vengono dati numerosi fili di lana che devono essere raggruppati per sfumature di colore fondamentali, tutti rossi da una parte e tutti i verdi dall’altra. L’eventuale confusione è l’ovvia conferma di un deficit della visione cromatica.

Il fatto che il vostro bimbo non riconosca i colori, non è una scontata conclusione del fatto che soffra di daltonismo.

E’ bene tenere presente che solo dopo i tre anni di vita i bambini sanno distinguere e riconoscere con sicurezza i colori. E’ un problema di esperienza, non di vista. La difficoltà per i bambini, è di imparare ad associare il colore al nome comunemente usato: capacità cognitiva che si acquisisce solo con l’esperienza.

 

 

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