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Cytomegalovirus: conoscerlo e contrastarlo

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di Valeria Notaro il
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Il Cytomegalovirus (Cmv) appartiene alla famiglia degli Herpes virus e se si contrae l’infezione da Cmv durante la gravidanza, può causare problemi gravi al feto.

Solitamente questa infezione si contrae la prima volta in età neonatale, vale a dire durante il parto o durante l’allattamento al seno (se la mamma è infetta). E’ raro che l’infezione si contrae da adulti, con i rapporti sessuali.

L’infezione da Cmv non ha sintomi, anche se si può associare a sintomi simili a quelli dell’influenza come febbre, ingrossamento delle ghiandole linfatiche e stanchezza. L’infezione per fortuna guarisce senza nessun trattamento e in tempo breve, tuttavia il virus non viene eliminato, ma rimane latente nel corpo, rischiando in una re-infezione. Attualmente non esiste né un vaccino né una cura.

Il rischio derivato dal Cytomegalovirus, consiste nel fatto che una donna incinta, può trasmettere l’infezione al feto attraverso la placenta e se il contagio avviene nei primi mesi di gestazione, l’infezione può causare danni seri al neonato. Questo avviene solo se la donna contrae l’infezione per la prima volta durante la gravidanza. Mentre se è un ritorno del virus, la possibilità di contagiare il feto, contraendo danni, è inesistente.

Una donna, quindi, prima di rimanere incinta o nei primi mesi di gravidanza, deve effettuare un esame del sangue, per verificare se ha abbastanza anticorpi che possano contrastare il Cmv, escludendo quindi il rischio di un’eventuale infezione primaria.

Se l’esito dell’esame è negativo agli anticorpi IgC e agli IgM, significa che la donna non ha ancora contratto l’infezione e c’è il rischio di un infezione primaria. In questo caso si consiglia di rifare l’esame ogni mese, per i primi 4 mesi di gravidanza, per tenere sotto controllo un’eventuale infezione.

Se l’esito è positivo agli anticorpi IgC e agli IgM vuol dire che la donna ha l’infezione in corso e che sta nella fase acuta e quindi deve stare sotto controllo medico.

Se l’esito è positivo agli anticorpi IgG e negativo agli IgM vuol dire che la donna ha già contratto l’infezione in passato e non c’è bisogno di altri controlli.

Infine ecco alcune precauzioni da adottare per chi ha già un bambino piccolo:

evitare il contatto con lacrime, saliva e muco del bambino, se succede bisogna lavarsi immediatamente le mani con cura.

non usare lo stesso asciugamano, posate, bicchiere del bambino.

utilizzare dei guanti usa e getta durante il cambio del pannolino.

 

 

 

 

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