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Coworking: lavorare stando con i propri figli

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di Valentina Molinero il
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Avete mai sentito parlare di coworking? E’ uno stile lavorativo che coinvolge più persone, tutte con un lavoro indipendente, che condividono l’ambiente di lavoro, spesso un ufficio. A differenza del tipico ambiente d’ufficio, coloro che fanno coworking non sono in genere impiegati nella stessa organizzazione ma sono per lo più liberi professionisti o persone che viaggiano frequentemente e finiscono per lavorare in relativo isolamento. Un sondaggio del 2007 mostrava che molti dipendenti si preoccupano della sensazione di essere isolati e di perdere l’interazione umana se dovessero telelavorare. Circa un terzo di lavoratori pubblici e privati del settore riferiva inoltre di non volere rimanere a casa durante il lavoro. Il coworking offre una soluzione al problema dell’isolamento, che tanti freelance sperimentavano lavorando in casa, mentre allo stesso tempo permette loro di sfuggire alle distrazioni dell’ambiente domestico. Da qualche tempo nel nostro paese la pratica del coworking sta diventando sempre più diffusa e nella Capitale sono diverse le strutture adibite al lavoro-condiviso. Nella maggior parte di esse è possibile riservare spazi diversi e per periodi di tempo che vanno da poche ore a mesi interi.

Ma la grande novità non è tanto questa ma quella di come il coworking possa essere di aiuto alle neo mamme, infatti a Milano è arrivato Piano c un uffico di coworking per le mamme, in cui si può lavorare e allo stesso tempo stare con i figli ma anche fare feste e beneficiare di tanti altri servizi. Questo ufficio è rivolto a tutte le lavoratrici che possono affittare per pochi euro una scrivania e che, oltre al computer e alla segretaria, possono beneficiare di due educatrici per i bambini dai 3 mesi e di un maggiordomo che fa la spesa e paga la bollette. Le stanze, inoltre, possono essere utilizzate non solo per lavorare, ma anche per fare feste, massaggi, manicure, yoga. Come ha raccontato la fondatrice dell’ufficio: “L’idea è quella di mettere insieme uno strumento di lavoro flessibile come il coworking, quindi spazi di lavoro condivisi con costi condivisi, con servizi in questo caso dedicati alle donne professioniste e mamme, quindi babyparting o babysitting. Tutto questo unito a una serie di servizi salva tempo che servono per facilitare la vita: fare la spesa, andare in lavanderia o cucinare il pranzo”. L’affitto di una postazione va da 300 euro al mese per chi vuole la scrivania sempre disponibile per trenta giorni, a 16 euro al giorno.

È inoltre presente la formula del carnet di 10 ingressi da usare all’interno di un certo lasso di tempo, per esempio 3 mesi. “Le nostre clienti sono prima di tutto libere professioniste anche se la grande sfida riguarda le aziende. Se le grandi imprese iniziano a mandare da noi le donne, magari al rientro dal congedo di maternità per un periodo e far fare loro un rientro soft, sicuramente corrono meno rischi di perdere dei talenti” auspica la fondatrice. Il coworking così sviluppato è davvero un’idea innovativa, utile per tutti i lavoratori indipendenti ma soprattutto per quelle odnne che fino a poco tempo fa non riuscivano a conciliare impegni lavorativi, famiglia e doveri. “Sappiamo che mettendo insieme professionalità diverse si creano tante nuove opportunità; quindi l’idea è dare vita a una specie di grande impresa formata da tante competenze diverse – continua Zezza -. Dopo 15 anni passati a lavorare in una grande azienda e a perdere tempo in riunioni ho pensato che dovrebbe esistere un modo diverso di lavorare”. E’ vero che per una donna è faticoso conciliare lavoro e vita privata, ma è una fatica insensata perché oggi a quanto pare abbiamo gli strumenti per agevolare il nostro lavoro e anche il nostro ruolo di madre. Semplificarsi la vita non è impossibile!

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