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Cos’è la sindrome premestruale?

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di Chantal De Honestis il
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La maggior parte delle donne, in età fertile, “sente” attraverso un insieme di sintomi e sensazioni l’arrivo del ciclo. Si parla di sindrome proprio perché caratterizzata da una varietà di sintomi e manifestazioni  sia di natura fisica che psicologica, che si presentano nella seconda parte del ciclo mestruale (fase luteinica).

sindrome-pre-mestruale

L’intensità e la durata dei sintomi è estremamente variabile da donna a donna, e a volte anche da ciclo a ciclo; sembra però comune a tutte il fatto che questa sindrome peggiori con il trascorrere dell’età. Con l’arrivo del ciclo i sintomi spariscono.

La sindrome si manifesta subito dopo l’ovulazione. Per un ciclo di 28 giorni, significa dal 16° fino alla mestruazione. La sindrome è acuta nei 10 giorni che precedono la mestruazione.

 

I sintomi principali e più comuni sono:

– gonfiore/dolenza al seno

– aumento di peso causato da ritenzione idrica

– stipsi

– gonfiore addominale ed agli arti

– dolori muscolari

– comparsa di foruncoli

– cambi di umore repentini

– ansia

– insonnia

– irritabilità ed aggressività

– crisi di pianto

– stanchezza

– attacchi di fame anche incontrollabili con voglia in particolare di cibi dolci.

 

E’ bene precisare che non esistono esami di laboratorio che possano diagnosticare la sindrome premestruale.

La sua diagnosi è basata sul carattere ciclico e mensile della comparsa dei sintomi.

Per capire se si soffre della Sindrome può essere d’aiuto tenere, per circa tre mesi consecutivi, un diario dei sintomi e della loro gravità, annotando anche le date delle mestruazioni; in questo modo si darà un aiuto prezioso al medico per fare una diagnosi accurata e raccomandare un trattamento adeguato.

Non è stata evidenziata una causa univoca della sindrome premestruale, si ritiene infatti che concorrano diversi fattori che agendo insieme provochino la comparsa dei sintomi.

È stato calcolato che il 30% circa di donne che soffre della sindrome premestruale assume farmaci antidolorifici autonomamente senza aver consultato il medico. Mentre il 61% delle donne non adotta alcun rimedio aspettando che i disturbi passino.

 

Le cause sono molteplici e tutte in fase di studio. Tra queste ci sarebbero principalmente delle brusche variazioni dei livelli degli estrogeni e del progesterone. Queste fluttuazioni ormonali interferirebbero con il metabolismo di alcuni neurotrasmettitori cerebrali (serotonina,dopamina e GABA).

Alle fluttuazioni ormonali è da imputare anche la transitoria ritenzione di liquidi.

Nelle forme più leggere possono essere sufficienti alcune semplici misure:

– l’utilizzo di integratori con complesso vitaminico B (e in particolare con la vitamina B6, per la sintesi di serotonina da parte dell’organismo) e del magnesio (utile contro la cefalea e i crampi addominali e muscolari)

-attività fisica aerobica regolare, anche solo una passeggiata

-dieta equilibrata con riduzione di sale, caffeina, teina, alcool e grassi

Se i sintomi sono più importanti il medico ricorre alla terapia ormonale prescrivendo contraccettivi orali. Ne esistono alcuni appositamente studiati per la sindrome premestruale e che includono anche un leggero diuretico.

Laddove la sindrome abbia ripercussioni anche sull’aspetto psichico della donna è possibile ricorrere a farmaci in grado di agire sul sistema nervoso centrale quali gli ansiolitici o gli inibitori selettivi della serotonina.

 

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