Rimanere Incinta

Cos’è la Placenta Previa?

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di Laura Pandolfi il
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La placenta normalmente è impiantata nella zona superiore dell’utero. A volte, però, la placenta si impianta nella parte inferiore dello stesso, provocando perdite di sangue più o meno abbondanti ed è qui che si parla di placenta previa.

Si dice “previa” perché rientra in un caso di impianto anomalo dell’ovulo fecondato, per cui, nel terzo trimestre di gravidanza la placenta, si trova inserita nella parte inferiore dell’utero ed è quindi “precedente” rispetto al feto.

Nonostante accada più meno in un caso su 200, il rischio di avere la placenta previa aumenta quando si hanno cicatrice uterine in seguito ad altre gravidanze od a interventi chirurgici precedenti, può inoltre essere provata dal fumo o se si aspettano due o più bambini.

Nelle ultimi fasi della gravidanza, quando l’utero si allunga e la cervice matura diventando più soffice e pronta a dilatarsi per far passare il bambino al momento del parto, la placenta attaccata così in basso può staccarsi e provocare sanguinamento e perdite anche senza provocare alcun dolore. I movimenti della cervice, infatti, disturbano il punto di attacco della placenta, causando quindi la perdita di sangue color rosso brillante.

Esistono vari gradi di placenta previa:

1) marginale: la placenta copre le pareti basse dell’utero e tocca la cervice.

2) incompleta: la cervice è solo parzilmente coperta.

3) totale: la cervice è completamente coperta ed impedisce alla testa del bimbo di uscire durante il parto.

Nel caso della placenta previa incompleta la futura mamma potrà comunque avere un normale parto vaginale, soprattutto se la placenta è situata sulle pareti dell’utero. Nel caso di placenta previa marginale e tatole, invece, è maggiormente consigliato il parto cesareo.

Le perdite durante l’ultima fase della gravidanza quindi, possono segnalare una placenta previa o un distacco prematuro della placenta. Quello che si consiglia, ovviamente è di consultare il proprio ginecologo e di osservare un riposo totale.

Per quanto riguarda l’alimentazione, invece, si consiglia di evitare cibi come zuccheri, bevande dolci, pomodori, pollame, uova e derivati del latte; abbondate invece di verdure cotte.

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