Rimanere Incinta

Cos’è la laparoscopia diagnostica?

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di Stefania Sibilo il
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Quando cerchiamo la gravidanza, abbiamo difronte a noi una infinità di problemi, soprattutto se non facciamo parte di quella schiera di donne fertili con uno sguardo. Ecco che inizia una serie di mesi con test di gravidanza negativi, ogni volta che si presenta un piccolissimo ritardo. Iniziamo anche a fare analisi periodiche, visite, monitoraggi, per arrivare poi ad analisi più specifiche. Ci stiamo quasi per arrendere quando, il nostro ginecologo,  ci offre un’ulteriore possibilità: la laparoscopia diagnostica. Questo intervento chirurgico, perché di chirurgia si parla, ci viene proposto solitamente in ultima via, quando ormai le speranze sembrano quasi inesistenti.

Cos’è la laparoscopia diagnostica?

Si tratta di un intervento chirurgico che, a differenza della chirurgia tradizionale, non analizza le cavità uterine attraverso grandi tagli, ma ci permette con due piccolissime incisioni, di circa 1 cm, di analizzare l’interno. Viene così inserita dell’aria della cavità addominale, per osservare meglio la parte distesa, analizzando la forma dell’utero, le ovaie, verificando o meno la presenza cisti. Permette anche di vedere meglio le possibili aderenze che potrebbero impedire il passaggio degli spermatozoi. L’operazione viene eseguita in anestesia totale e il post operazione dura circa 3 giorni, con un ripresa che, talvolta, può presentarsi dolorosa.

Nel compenso aver ottenuto l’immagine interna ci permette di controllare se il processo di fecondazione ha dei blocchi. Chiaramente non è detto che si abbia una soluzione dopo quest’analisi così approfondita, certamente si ottiene un quadro più specifico. Bisogna, però, immaginare in cosa consiste il processo di fecondazione, e perciò alle mille difficoltà che ci possono essere, molte che non dipendono direttamente da noi!

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