Psicologia infantile

Cosa fare se mio figlio soffre di attacchi di panico?

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di Michela Gregoris il
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Sempre più numerosi sono i bambini, anche i più piccoli, a soffrire di attacchi di panico, un disturbo che in questo caso è spesso legata all’angoscia da separazione dai propri genitori.

I segnali fisici sono abbastanza riconoscibili: sudorazione, tachicardia, palpitazioni, ma anche sensazione di soffocamento, nausea e vomito. Quelli psichici possono annoverare sensazione di angoscia acuta, paura di impazzire, sensazione di aver perso il controllo sulla propria psiche, perdita di punti di riferimento.
Il panico viene innescato dalla sensazione di non avere alcuna via d’uscita da un pericolo non meglio specificato, di cui si ignora l’origine. Dato l’evidente disagio fisico, ci si convince di stare veramente male, aumentando quindi il senso di pericolo e di angoscia, innescando così un circolo vizioso dal quale non si trova via d’uscita.

Sembra che un bambino su dieci, al giorno d’oggi, soffra di questo disturbo. La causa più di frequente scatenante nei più piccoli sarebbe proprio l’ansia da separazione dai propri genitori. Quando si manifesta generalmente è nei momenti cruciali della crescita del bambino, quindi in corrispondenza dell’inserimento a scuola, oppure durante le vacanze estive senza genitori, o ancora in corrispondenza delle prime uscite da solo. Spesso si rischia anche che il bambino estenda le sue sensazioni di paura anche ad altre attività quotidiane, delle quali si priva (per esempio rinuncia a mangiare alcuni cibi per il timore di soffocare, o andare in luoghi aperti per paura di perdersi). Il rischio è quindi quello di dare avvio a una vita piena di restrizioni e fobie, danneggiandone la qualità.

Spesso gli stati d’ansia di questo genere si rivelano passeggeri e con la crescita scompaiono. A volte sono addirittura indotti e influenzati dal comportamento stesso dei genitori, che senza volerlo insegnano ai bambini a essere timorosi. In ogni caso, all’insorgere di stati d’ansia e attacchi di panico, soprattutto se reiterati, la cosa migliore è rivolgersi a un esperto. Un terapeuta potrà aiutare il bambino ad affrontare, sotto sorveglianza e in modo graduale, le situazioni di “pericolo” permettendogli di dare libero sfogo alle proprie sensazioni ed emozioni, invece di reprimerle, in modo che poi non si manifestino sotto forma di attacchi di panico.

 

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