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Cosa deve fare il papà dopo la nascita di un figlio?

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di Valentina Molinero il
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Quando nasce un bambino tra lui e la mamma si instaura immediatamente una relazione unica e profonda, un rapporto che neppure le parole possono spiegare, quel figlio cresciuto nella pancia per nove mesi, ha vissuto in simbiosi con la madre e per molto tempo questa simbiosi continuerà durante i primi mesi della sua vita.

padri

Ma questo non vuol dire che il papà dev’essere lasciato in disparte, deve avere il suo spazio, aiutando sì la neo mamma, ma anche creando un rapporto con il nuovo arrivato.
Mentre le donne sono spinte anche a livello ormonale, dall’ossitocina, al legame con il piccolo, ogni papà deve invece fare una fatica in più per creare quel rapporto e, più tardi nel tempo gli si concede lo spazio per poterlo fare, più priveremo padre e bambino di qualcosa.

Secondo molti psicologi le neo mamme soffrono di una patologia che si chiama “onnipotenza materna”, che spinge a sentirsi e ritenersi assolute nei confronti dei bisogni del bambino o comunque capaci di fare le cose nel miglior modo. Vi risuonano famigliari frasi come: “Ma non si fa così…dai a me che è meglio!”, ebbene questi atteggiamenti sono tra i più sbagliati. Ormai diversi studi hanno confermato che, coinvolgere la figura del padre fin dal primo giorno successivo al parto, diminuisce di gran lunga i rischi di diverse forme di malesseri, disagi e depressioni post partum, oltre ovviamente a non mettere a rischio il proprio rapporto con il partner perché lo trascuriamo in favore del bambino.

Ritagliarsi tempo per se mentre il papà è con il bambino è utile a noi, ma anche a lui che creerà da subito un rapporto con il nuovo arrivato. Se il neo arrivato avrà uno stretto rapporto con il suo papà, fatto anche di cambi di pannolini, nanna e pappa, ci saranno molte più possibilità di crescere un bambino sano ed equilibrato. Naturalmente questo vorrà dire mettere un pochino da parte la propria onnipotenza e accettare che il nostro lui faccia le cose a suo modo. Molte donne si lamentano di compagni gelosi del bambino, ma non capiscono che sono loro ad alimentare la gelosia, pensare sempre al bambino, annullarsi, rifiutare ogni attenzione al proprio compagno e rifiutargli anche il bambino, lo mette in una posizione di lotta nei confronti del nuovo arrivato. Allora cosa bisogna fare? Ecco alcune semplici regole su alcune cose che il papà può fare dopo la nascita e che noi, mamme dobbiamo lasciargli fare:

  • Coinvolgere il neo papà, non solo nella gravidanza, ma anche nella nascita facendosi aiutare nel preparare il rientro a casa. Ad esempio avvisare di persona parenti e amici della nascita del bebe’ , procurare il fiocco da appendere sulla porta di casa, rispondere al telefono al posto della propria compagna e cercare di raccontare personalmente quello che i curiosi vogliono sapere (com’e’ andato il parto, peso del bimbo, se mangia o no, se dorme o no, …), organizzare le visite a casa in modo che nella stessa giornata non si concentrino troppe persone e che queste non si trattengano a lungo, prendere qualche giorno di permesso dal lavoro per stare vicino alla propria compagna e al bebe’.
  • Farsi aiutare nelle prime operazioni di cura del bambino, cambio pannolino, medicazione ombelico e tutto il resto.
  • Accompagnare mamma e neo arrivato alle visite dal pediatra.
  • Per il papà il piccolo diventa veramente un figlio al momento della nascita, per questo è bene farglielo tenere molto in braccio, farglielo toccare, così da creare da subito un ponte tra loro due.
  • Lasciare che il papà trovi il proprio modo di relazionarsi, giocare o passare tempo con il figlio, i papà di oggi sono più sensibili e sono in grado da soli di provare un linguaggio con cui comunicare con il piccolo, quindi lasciamoli soli, non dettiamo regole su come va preso il bambino, come va cambiato o quali giochi si possono o non si possono fare.
  • Incentivare il contatto fisico tra padre e figlio, il tatto è il modo con cui il bambino si relaziona di più nei primi giorni di vita, quindi può essere importantissimo che il padre lo stringa tra le braccia, lo accarezzi, lo baci ma anche che si lascia annusare, che lo cucci, che lo guardi.

Seguendo queste semplici regole, che sembrano scontate ma spesso ci dimentichiamo, potremo permettere al nostro lui di far nascere un legame con nostro figlio molto simile al nostro, che lo abbiamo portato in grembo. Genitori si diventa insieme, collaborando!

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