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Corte Costituzionale: anche la madre darà il cognome ai figli

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di Mara Martini il
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Secondo la Corte Costituzionale, è illegittima l’attribuzione automatica del solo cognome paterno ai figli nati nell’ambito del matrimonio (c.d. figli “legittimi”), quando i genitori abbiano invece optato per il doppio cognome.

Ora anche le madri potranno dare il proprio cognome ai figli nati nel matrimonio! È quanto ha stabilito lo scorso 8 novembre una decisione della Consulta, intervenuta sulla questione nell’ambito di un processo presso la Corte d’Appello di Genova, intentato da una coppia italo-brasiliana. Quando i due avevano cercato di registrare all’anagrafe del capoluogo ligure il loro bambino con il doppio cognome (materno e paterno) – così come era iscritto all’anagrafe brasiliana –, si erano sentiti opporre un netto rifiuto; e avevano quindi deciso di percorrere  la via giudiziale – assistiti dall’avvocato Susanna Schivo.

A sua volta la Corte d’Appello di Genova – ravvenendo nel caso un possibile contrasto con il principio di uguaglianza sancito dalla Costituzione in più di un articolo – ha investito la Consulta della questione.

 

Non è la  prima volta che  la Corte Costituzionale italiana si esprime in materia: era infatti già intervenuta su casi simili prima nel 1998 e poi nel 2006, affermando che la procedura di attribuzione automatica del cognome paterno rappresentava il “retaggio di una concezione patriarcale della famiglia”, che doveva considerarsi superata; ma in entrambi i casi rimetteva al legislatore il compito di ridisciplinare il punto.

Nel frattempo, la Camera ha approvato, nel settembre del 2014, un Disegno di Legge secondo il quale: “i genitori coniugati, all’atto della dichiarazione di nascita del figlio, possono attribuirgli, secondo la loro volontà, il cognome del padre o quello della madre ovvero quelli di entrambi nell’ordine concordato”. Ma la discussione del testo si arenò al Senato per i contrasti presenti in seno alla stessa maggioranza.

 

Adesso, i giudici della Corte Suprema hanno fatto di più che sollecitare deputati e senatori a pronunciarsi con un atto di legge: nell’inerzia del legislatore, sono intervenuti essi stessi dichiarando illegittima – e quindi non più applicabile – la norma di fonte consuetudinaria attualmente vigente. (Ricordiamo che, invece, nelle coppie non sposate, se il bimbo non viene riconosciuto tempestivamente dal padre, assume automaticamente il nome della mamma). A questo punto, il Parlamento non può più rimandare la trattazione dell’argomento.

 

Via libera, allora, al cognome della madre per i figli nati in costanza di matrimonio. E voi cosa ne pensate?…

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