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Con le parole giuste i bambini diventano più altruisti

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di Elisa Di Mattia il
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Parlare di emozioni, raccontarle e impararle a conoscere aiuta i bambini ad essere più altruisti, già da piccolissimi.

È quanto scoperto da uno studio condotto dai ricercatori dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca, secondo cui i bimbi che sono sollecitati a parlare di emozioni e che imparano a riconoscerle e a comprenderle, già a partire dai due anni, migliorano notevolmente le loro abilità socio emotive, risultando più empatici nei confronti degli altri.

La ricerca, dal titolo ‘How to foster toddlers’ mental-state talk, emotion understanding and prosocial behavior: A conversation-based intervention at nursery school’, è stata pubblicata sulla rivista di psicologia dello sviluppo Infancy ed è stata condotta per la prima volta sui bambini in età da asilo nido.

Lo studio ha coinvolto 105 bambini tutti di età compresa tra i due e i tre anni, iscritti a sette nidi milanesi e suddivisi in due gruppi, uno sperimentale e uno di controllo.
I bambini del gruppo sperimentale, circa una cinquantina, hanno partecipato per due mesi all’ascolto a rotazione di otto brevi storie a contenuto emotivo, riguardanti episodi di paura, tristezza, rabbia e felicità: successivamente i bambini hanno partecipato a una conversazione guidata incentrata sull’esperienza emotiva vissuta dai protagonisti delle storie. I bambini del gruppo di controllo, invece, hanno ascoltato le stesse storie, ma non hanno partecipato alla conversazione guidata.

Nella seconda fase dello studio, poi, tutti i bambini sono stati osservati, tramite videoregistrazione, in situazioni di interazione spontanea al nido. Ebbene, i ricercatori hanno scoperto che i bambini del gruppo sperimentale, quelli cioè che avevano partecipato alle conversazioni sulla comprensione e il riconoscimento delle emozioni, si mostravano maggiormente empatici e altruisti nei confronti dei compagni in difficoltà rispetto ai bambini del gruppo di controllo. In particolare, è stato rilevato un aumento dei comportamenti di aiuto, quelli di consolazione, di conforto e di condivisione.

Come spiegato dai coordinatori dello studio, questo tipo di attività potrebbero avere importanti risvolti applicativi ed essere inserite nei percorsi educativi per l’infanzia come sistema di protezione dallo sviluppo di condotte negative verso gli altri come aggressività, bullismo e comportamenti antisociali.

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