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Come tirarti il latte per concederti un’uscita

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di Chantal De Honestis il
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Anche una mamma che allatta naturalmente ha bisogno di qualche ora tutta per sé, garantendo comunque la pappa al proprio cucciolo, potrà perciò provvedere tirandosi il latte e lasciare che sia qualcun altro di fidato ad allattare il proprio bambino.

tiralatte

Esistono sostanzialmente due diversi metodi, il tiraggio manuale o il tiralatte; in questo secondo caso potrà usare il tiralatte manuale o elettrico.

Innanzitutto prima di procedere al tiraggio è bene adottare le più elementari e semplici regole igieniche (lavarsi mani e seno nonché la coppa e in genere i pezzi che compongono il tiralatte).

Di norma non è un’operazione propriamente piacevole, quindi trovarsi in un ambiente tranquillo e rilassato, assumendo una posizione comoda, aiuta a rendere il tutto meno “fastidioso” e più proficuo.

Qualsiasi metodo si scelga, bisogna ricordare che tirarsi il latte è un’arte che si apprende con la pratica e sarà del tutto normale se le prime volte si estrarranno solo poche gocce.

Con il tempo e la pratica la mamma scoprirà come e quando è meglio tirarsi il latte, individuando quindi, quali sono le situazioni maggiormente favorevoli (bagno caldo, massaggio al seno, spuntino etc.) a farlo.

Sicuramente la mattina, dopo il riposo notturno, la  quantità di latte sarà superiore rispetto alla sera, quando si è inevitabilmente più stanchi.

Va tenuto presente che ciascun seno può essere sollecitato solo per pochi minuti prima che il flusso diminuisca o sembri arrestarsi. Quando il latte smette di uscire, si passa all’altro seno. Non c’è nessuna controindicazione nel ritornare al primo seno e ricominciare. E’ sufficiente un tiraggio di 10-15 minuti per seno.

La spremitura manuale è indubbiamente la più economica e pratica (può essere eseguita ovunque) e può essere descritta in 6 punti:

1. Inclinarsi in avanti e sostenere il seno con la mano.

2. Mettere il pollice sull’areola sopra il capezzolo e l’indice sull’areola sotto il capezzolo.

3. Premere il pollice e l’indice verso l’interno, in direzione della parete toracica, per un breve tratto (solitamente 1-2 cm.).

4. Spremere fermamente sulle cisterne del latte sotto l’areola tra le dita ed il pollice.

5. Premere e rilasciare il pollice e l’indice diverse volte, finché il latte non comincia a sgocciolare (possono occorrere alcuni minuti). Il latte può sgocciolare all’inizio per cominciare a spruzzare dopo che il riflesso d’eiezione si é avviato.

6. Ruotare il pollice e l’indice intorno all’areola in modo che il latte sia rimosso da tutte le cisterne del latte.

Si può decidere in alternativa, soprattutto se la spremitura viene fatta con una certa frequenza, di ricorrere al tiralatte, in commercio esistono quelli manuali e quelli elettrici.

Partendo dai tiralatte manuali esistono:

Tiralatte a pompetta e tiralatte a siringa: Non sono molto consigliati perché possono causare danni ai capezzoli e ai tessuti del seno e, non favoriscono lo stimolo alla produzione di latte.

Molto consigliato e pratico è invece il tiralatte con impugnatura comprimibile con una sola mano: E’ un tiralatte manuale che tramite un meccanismo a molla può essere azionato da una sola mano. Può essere utile per tiraggi occasionali, ma non è molto efficace per drenare il seno. E’ leggero e facile da portare.

Se invece si decide di scegliere i tiralatte elettrici si può scegliere tra:

Tiralatte a batteria o mini elettrici: il tiraggio è sollecitato da un piccolo motore (a batterie o a corrente). Sono piccoli e leggeri e mediamente economici.

Tiralatte elettrici semi automatici: Sono piccoli e dotati di un motore elettrico. La mamma può avviare ed interrompere periodicamente la suzione premendo con un dito su una valvola o un bottone. Il motore non  è particolarmente potente avendo perciò bisogno di un tempo maggiore per raggiungere un’intensità di suzione adeguata.

Tiralatte elettrici automatici: Simulano molto fedelmente il ritmo di suzione di un neonato durante la poppata al seno, I modelli più recenti offrono la possibilità di variare sia l’intensità che la frequenza della suzione. Sono predisposti per un doppio attacco così da consentire di estrarre latte da entrambi i seni contemporaneamente e dimezzare così i tempi di tiraggio. Il tiraggio contemporaneo dei seni aumenta il rilascio di prolattina. Questi tiralatte sono costosi ma possono anche essere noleggiati acquistando solo la coppa ed il contenitore di raccolta.

Una volta raccolto il latte questo può anche essere conservato. Ma perché mantenga inalterate le sue proprietà devono essere seguite poche e semplici regole:

  • Conservazione a temperatura ambiente (massimo 25°C): per un tempo massimo di 8 ore.
  • Conservazione in frigorifero: fino a 96 ore (cioè 4 giorni) , se la temperatura è costante (massimo 4°C).
  • Mettere il latte conservato lontano dalla porta del frigo e nel punto più in basso, dove la temperatura dovrebbe subire minori sbalzi.

Conservazione nel congelatore:

  • In un congelatore separato dal frigo con una temperatura di -15°C il latte si conserva 3 mesi.
  • In un congelatore più potente, con una temperatura di  -19°C, il latte si conserva per 6 mesi.
  • Scrivere sempre sul contenitore la data in cui è stato fatto il tiraggio, così da regolarsi correttamente sui tempi di conservazione.

Qualche regola è bene applicarla anche nel momento il cui il latte viene utilizzato, soprattutto se è stato congelato. Il latte non andrà mai sottoposto a temperature troppo elevate, questo favorirebbe la perdita delle sue proprietà nutritive.

Il latte scongelato può mostrare una consistenza o colore poco invitante, in realtà si sono semplicemente separati i grassi del latte; agitando il contenitore il latte riacquisterà il suo corretto aspetto.

Il latte scongelato si può conservare in frigorifero per 24 ore al massimo e non può essere ricongelato.

 

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