Non rimango incinta

Come stimolare l’ovulazione

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di Mara Martini il
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Si stima che una quota pari a circa il 30% dei casi di infertilità femminile sia dovuta a difetti del processo ovulatorio.

Woman's hourglass

L’ovulazione, che in un ciclo regolare si colloca intorno al 14° giorno, è esattamente il momento del ciclo in cui una cellula – uovo viene liberata dal follicolo che la contiene e spinta verso la corrispondente tuba di Falloppio, all’interno della quale potrà essere fecondata grazie all’incontro con lo spermatozoo. Questa fase dura 24 ore, al termine delle quali l’ovocita non fecondato, non più sostenuto dall’ormone FSH (follicolo-stimolante) “muore”, cioè si sgonfia e si sfalda, in attesa che i suoi resti vengano espulsi insieme a frammenti di mucosa uterina (che nel frattempo il progesterone aveva ipertrofizzato per accogliere un eventuale embrione) con la mestruazione successiva.

In alcuni cicli, e in alcune donne, però, l’ovulazione può non essere sempre presente. In tali casi, dopo aver effettuato una serie di esami ecografici e prelievi ematici (dosaggi di estradiolo nel sangue), volti ad accertare e monitorare la funzionalità delle ovaie, il medico può prescrivere una terapia farmacologica per stimolare l’ovulazione, da assumersi per via orale o sottocutanea. Le molecole più spesso utilizzate a questo scopo sono il clomifene citrato e alternativamente le c.d. gonadotropine (ormone follicolo stimolante, FSH, e ormone luteinizzante, LH), somministrati generalmente l’uno per i primi cinque giorni del periodo mestruale, le altre dall’inizio del ciclo fin quasi all’approssimarsi del presunto periodo ovulatorio.

Pazienti tipiche del trattamento, sono donne che agli esami strumentali presentano cicli irregolari spesso anovulatori, oppure oligomenorrea. Anche se, alle volte, una leggera stimolazione viene consigliata dai ginecologi anche a coloro che, pur in costanza di cicli regolari e ovulatori ( e in assenza di cause di sterilità del partner), non siano riuscite a concepire dopo almeno un anno di tentativi mirati. Nell’ultimo caso, con l’aumento del numero dei follicoli portati a maturazione, cresce il rischio che si verifichino gravidanze plurigemellari: ecco perché, qualora avvenga la fecondazione, l’embrione sarà tenuto costantemente sotto controllo con ecografie seriali.

Occorre aggiungere che contribuiscono a favorire una regolare ovulazione: uno stile di vita sano; una corretta alimentazione (che includa tutti i nutrienti essenziali, fra cui soprattutto le fonti di acido folico, che secondo studi recenti avrebbe un effetto adiuvante nelle terapie anti-infertilità); il mantenimento del giusto peso – forma; e, possibilmente, l’allontanamento delle fonti di stress…

Una volta individuato, ed “aiutato” il momento ideale per il concepimento, non resta che concentrare in quei giorni i rapporti sessuali non protetti, ovvero procedere con l’intervento di inseminazione intrauterina.

 

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