Gravidanza

Come riconoscere le minacce di aborto

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di Michela Gregoris il
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I primi tre mesi di gravidanza rappresentano un periodo molto delicato della vita della donna: sei incinta ma ancora non osi dirlo troppo in giro per paura che qualcosa vada storto, perché sai bene che questi sono mesi fondamentali… E a ogni piccolo disturbo (perdite, contrazioni) suona il campanello d’allarme: non sarà una minaccia d’aborto

Per questo motivo è bene informarsi su come riconoscere le minacce di aborto, quei segnali che potrebbero indicare la possibilità di un aborto spontaneo; senza innervosirvi o preoccuparvi troppo, rivolgetevi al ginecologo di fiducia per ottenere tutte le informazioni sull’interruzione di gravidanza pretermine e tutti quei chiarimenti che possono esservi utili per vivere serene i primi mesi di gravidanza.

I sintomi tipici di una minaccia d’aborto sono perdite ematiche più o meno abbondanti, intensi dolori al basso ventre e alla fascia lombare, simili ai dolori mestruali.

In caso si verificasse uno o più di questi sintomi, rivolgetevi subito al ginecologo o andate in ospedale per fare qualche controllo. Con un’ecografia si potrà capire se vi trovate di fronte a una minaccia d’aborto e verificare lo stato di salute del feto. Non sminuite mai i disturbi, pensando che non valga la pena di andare dal dottore: meglio effettuare un controllo in più e fugare i dubbi!

A volte questo genere di sintomi può anche solo essere un campanello d’allarme: il segnale che dovete rallentare un po’ il vostro ritmo di vita. Se, invece, effettivamente si presentano delle minacce d’aborto, sarà lo specialista a consigliarvi come procedere.
Di solito le linee guida dettate dallo specialista per limitare il rischio di un’interruzione di gravidanza sono:

  • restare a riposo: non per forza a letto, ma può essere necessario rallentare i ritmi ed evitare gli sforzi come sollevare pesi, praticare attività sportiva, fare lavori pesanti e astenersi dai rapporto sessuali.
  • assumere alcuni tipi di farmaci: il medico potrebbe consigliarvi inoltre di assumere dei decontratturanti e antispastici, per evitare l’insorgere delle contrazioni uterine.
  • ricovero in ospedale: potrebbe essere necessario fare qualche esame in più per assicurarsi che tutto proceda nel modo migliore e che non ci siano problemi non ancora evidenziati.

Capita, comunque, spesso che si tratti solo di falsi allarmi: se la perdita ematica avviene dopo una visita ginecologica, per esempio, è del tutto normale e non ha a che fare con la minaccia d’aborto, mentre i dolori al basso ventre a volte sono solo conseguenza di qualche disturbo intestinale. In ogni caso, meglio chiamare il ginecologo, spiegare i sintomi e chiedere consiglio per fugare ogni dubbio!

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