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Come prepararsi ad accogliere il nascituro

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di Laura Pandolfi il
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Proviamo ad analizzare questo periodo prima dal punto di vista fisico per la futura mamma e poi dal punto psicologico per entrambi i genitori, con qualche consiglio per prepararsi al meglio a questo ultimo trimestre di gravidanza.

Nel periodo che va dal 6° al 9° mese di gravidanza il bambino cresce di circa 3 cm ogni 10 giorni, potreste incontrare quindi qualche difficoltà ad addormentarvi a causa del grande volume del pancione e dei non sempre delicati movimenti del feto. Un buon metodo per addormentarsi più serenamente potrebbe essere quello di collocare dei cuscini tra una gamba e l’altra, che vi permetteranno di sistemavi in una posizione comoda sia per voi che per il feto. In generale, cercate di bere poco prima di andare a coricarvi, questo vi permetterà di non dovervi alzare più volte per andare al bagno, dal momento che l’utero gravido comprime la vescica.

Nel terzo trimestre di gestanza, un altro problema molto comune è soffrire di cistite, questo è dovuto al ristagno di piccole quantità di urina nella vescica pressata dall’utero, che favoriscono lo sviluppo di batteri. Per evitare il problema cercate di bere molta acqua durante il giorno così da mantenere la vescica pulita.

Da ricordare, poi, è l’importanza del sesso in questo periodo della gravidanza. Il liquido seminale contiene, infatti, ormoni (prostaglandine) che hanno l’effetto di ammorbidire la cervice uterina, in più il movimento può stimolare piccole contrazioni che contribuiscono ad accorciare il collo dell’utero preparandolo a consentire un travaglio più breve.

Veniamo ora al lato psicologico. La fantasia comincia a cedere il posto alla concretezza. Avete immaginato come sarà (?) il suo fisico, il carattere, lo spazio che occuperà nelle vostre vite, iniziando a discutere oltre che a sognare le attività da fare insieme quando sarà un po’ più grande. Questo è il periodo in cui bisogna prepararsi ad accoglierlo senza riserve. Bisogna essere “sensibilizzati” al suo arrivo, sapendo che le cose sono quasi sempre diverse da come uno se le immagina e tra poco il bambino fino ad allora sognato e percepito lascerà il posto a quello reale.

Potreste iniziare a preparare il posto che il piccolo potrà occupare: una cameretta, se la vostra casa ve lo consente, o un piccolo angolo nella camera da letto. Sicuramente la culla rappresenta lo spazio fondamentale per eccellenza nei primi mesi di vita del nascituro, da arricchire con oggettini vari, sarà uno spazio che verrà invaso da voi genitori, che vi chinerete sul piccolo, lo solleverete, ci giocherete e parlerete. 

Ma lo spazio non deve essere solo fisico ma anche e soprattutto mentale. Dovrete prepararvi ad accogliere questa nuova presenza nel vostro mondo, pronti a sacrificare una parte del vostro spazio interiore, di coppia e quotidiano, che, fino ad allora, avete dedicato ai vostri interessi e svaghi. Vi accorgerete, a volte drasticamente, che il vostro spazio si è ridotto. Ma niente paura! Un bambino ha capacità magiche, lentamente si insinuerà nel vostro mondo diventando una presenza insostituibile.

Può esservi utile sapere che il mondo dei neonati è molto diverso dal nostro. Essi non sanno da dove provengono, non sanno distinguere tra i vari sensi; hanno percezioni e sensazioni di vario tipo ma non distinguono la differenza tra interno ed esterno: suoni, luci, odori, movimenti  formano un unico insieme che può cambiare drasticamente appena si modifica anche una sola componente. Ecco perché è difficile capire la ragione dei loro pianti. Allora cosa fare? All’inizio preparatevi ad andare per tentativi; se l’ora della poppata è lontana e il pannolino è appena stato cambiato, forse ha semplicemente bisogno di cambiare posizione. Un buon modo per far tornare la calma potrebbe essere quello di sollevarlo dalla culla, tenendolo contro il petto camminando lentamente. Infatti il ritmo dei passi gli farà ritrovare la cadenza del passo materno quando ancora era nella pancia. Realizziamo così all’esterno, ciò che prima avveniva all’interno aiutandolo così a passare gradualmente nel nostro mondo.

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