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Come posso chiamare mio figlio? Viaggio nei divieti anagrafici italiani e stranieri

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di Giusy Ragni il
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Durante i nove mesi della gravidanza un’attività ricorrente dei futuri genitori, è quella di andare alla ricerca di un nome di battesimo originale per il bimbo che deve nascere; ovviamente stravaganze eccessive e nomi “troppo” particolari sono da evitare, tenendo conto che poi la creatura a cui verrà imposto il nome “strano” dovrà portarselo dietro tutta la vita.

Quindi prendendo atto del fatto che molti giovani sono un po’ troppo propensi a lanciarsi in scelte azzardate, in alcuni Stati, determinati nomi non possono essere inseriti nei registri anagrafici e di conseguenza imposti ai nascituri,  proprio per la loro assurdità, nonostante ne vengano accettati altri magari ancora più astrusi.

In Italia sono vietati i nomi ridicoli o scurrili e quelli stranieri devono essere espressi esclusivamente in lettere dell’alfabeto italiano, incluse le lettere J, K, X, Y, W. Vietati tutti i nomi geografici compresi  Europa e America,  eccetto Italia, mentre è concesso anche Asia.

In Germania esiste un intero reparto lo: Standesamt, che gestisce la questione “divieti anagrafici“. Recentemente è in questo apposito ufficio tedesco è stato vietato il nome Miatt perché non identifica in modo chiaro il genere sessuale della persona. Sono stati respinti anche Woodstock e Grammophon, invece sono stati accettati Lafayette e Jazz che a stranezza non sono da meno.

In Nuova Zelanda non si scherza i nomi proibiti sono quasi 80, tra cui Cavaliere, Regina e Lucifero, Duca, Reale, e Giudice. Vietato anche Stallone, ‘Bus Numero 16’ e ‘Violenza’. Una bimba, è stata salvata con una sentenza da un nome assurdo quando ormai aveva già nove anni, i genitori l’avevano chiamata Talula Does The Hula From Hawaii. I giudici hanno vietato anche i nomi ‘Fish’ e ‘Chips’ per due gemellini.

In Svezia non è ammesso Ikea, così come  Veranda, e Metallica , è permesso  invece ‘Google’ come nome proprio di persona. La Norvegia, non ha molti divieti imposti dalla legge, la scelta dei nomi proibiti varia da zona a zona, cosi come in Scandinavia. Per tutti niente nomi che prendono spunto da parolacce, sesso e malattie.

La Malesia, in quanto a divieti è in prima fila, è infatti uno degli stati più rigidi in materia di nomi di battesimo che ha proibito “Chow Tow”, “Ah Chwar”, “Khiow Khoo”  e “Sor Chai”. L’America ha apertura totale e ognuno chiama i figli come gli pare. Una coppia appassionata di social network ha dato alla propria figlia il nome Hashtag Jameson.  

La questione è molto seria, bisogna pensare bene a quello che si fa e al nome che si sceglie, vostro figlio poi dovrà portarlo tutta la vita e sarà solo colpa o merito vostro, se quel nome lo farà sentire umiliato, o sarà un ragazzo orgoglioso del nome che porta. 

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