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Come parlare al tuo bambino

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di Chantal De Honestis il
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Non è mai troppo presto per iniziare a parlare con i nostri bambini; basti pensare che quando ancora sono nel nostro ventre, il loro rapporto con il mondo esterno è costruito sulle voce e i rumori e anche appena nato, quando tutto gli sarà nuovo e ancora non avrà cominciato a vedere sarà in grado di riconoscere voci e suoni che già gli sono familiari.

comunicare

Il modo in cui comunicheremo con nostro figlio andrà modificandosi a seconda della sua età ma, dovrà esserci sempre un filo conduttore, uguale a se stesso in tutte le diverse fasi comunicative; si tratta del rispetto.

Il fatto che noi siamo grandi e loro piccoli non vuol dire che si debbano sempre e comunque trovare in posizione di inferiorità: sono essere umani come noi e come tali vanno trattati, anche se piccoli e apparentemente delle tabule rase.

Inizialmente gli adulti si rivolgeranno ai piccini ricorrendo a quello che viene simpaticamente chiamato “bambinese”, un linguaggio fatto di vezzeggiativi e versetti. E’ un linguaggio in grado di creare immediata sintonia con il neonato, è dolce, morbido e scherzoso. Non tanto per le parole usate ma per la sonorità e tonalità che emettono e che attirano l’attenzione del piccolo. Ed è così che nei primi mesi i grandi comunicheranno con i piccini. Crescendo il rapporto linguistico con il nostro bambino andrà modificandosi.

Ci affideremo ad un linguaggio semplice e ripetitivo, le parole saranno scandite lentamente e in modo ridondante. Useremo toni dolci e fermi. Eviteremo di correggere i nostri piccoli dicendogli frasi del tipo:”no, non si dice quaqua ma acqua”, rischiamo così di demoralizzarli portandoli a decidere che questa storia del parlare non fa per loro, meglio lasciar perdere ancora per un po’.

Con questo non si intende che dovremo tacere e lasciare che continui a dire acqua nel modo sbagliato; usiamo però un modo che lo stimoli a memorizzare correttamente piuttosto che demoralizzarlo. Per esempio, se indicherà il biberon dicendo “qua qua”, voi direte: “si, questa è l’acqua” invece di: “No, non si dice quaqua ma acqua“.

Il fatto che siano piccoli non vuol dire che la loro emozionalità non sia già ben sviluppata, anzi, è proprio quella attraverso cui comunicano e apprendono, non pensate quindi che sia una stupidata quando si dice che i bimbi piccoli possono sentirsi demoralizzati.

Un altro aspetto che si tende spesso a sottovalutare è che i bimbi non sono in grado di distinguere l’io dal tu, quindi per aiutarlo più facilmente nell’apprendimento usiamo la terza persona; usando l’esempio dell’acqua fatto prima diremo: “si, questa è l’acqua di Giulia”.

Il fatto che il vostro bambino stia imparando a comunicare è una cosa entusiasmante e che riempie di orgoglio tutti i genitori, questo spesso ci porta a invitare il nostro piccolo a mostrare i suoi piccoli grandi progressi ad amici e parenti; ma chissà perché alla vostra richiesta lui vi guarderà e rimarrà in silenzio. Semplice, non è una scimmietta ammaestrata, è così che si sente quando gli fate queste richieste. Il piccino capisce che lo state mettendo alla prova e inevitabilmente cadrà nel mutismo.

In generale quando comunichiamo con i nostri bimbi abbiamo la tendenza a rapportarci a loro come se in quanto piccole le loro capacità intellettive sono limitate. Grave errore: le loro capacità intellettive sono solo in via di sviluppo non limitate. E se ci rapporteremo a loro come se non fossero in grado di capire rischiamo di entrare in un circolo vizioso fatto del bimbo che crescendo non si sentirà adeguato e di noi che faremo sempre più nostro questo atteggiamento.

Se invece teniamo ben presente che questi esserini sono delle spugne che devono solo assorbire e li aiutiamo a crescere secondo le loro esigenze e fasi, avremo bimbi felice e sicuri di sé.

Trattiamo i nostri cuccioli come dei piccoli adulti, se li dobbiamo sgridare facciamolo mettendoci alla loro altezza, in modo da guardarsi reciprocamente negli occhi; sarà molto più costruttivo e recettivo che riprendere il bimbo restando in piedi e pretendendo che ci guardi dal basso dei sui 80 cm….

Ogni bimbo avrà poi il suo linguaggio preferito e maggiormente recettivo, sperimentate insieme a lui qual è, sarà un esperienza molto divertente.

 

 

 

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